Verdena

I “X sempre assenti”, il documentario targato Verdena

I Verdena tornano a incantarci e con loro un documentario intimistico

di Barbara Ercoli

Dal 9 al 19 Giugno si terrà a Bologna la diciannovesima edizione del festival cinematografico ‘Biografilm Festival‘, la sera del 16 I Verdena presenteranno il documentario ‘X sempre assenti’ insieme al regista Francesco Fei.

Verdena 'X sempre assenti' cover

X sempre eterni

Certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano.

Il mio per i Verdena non se n’è mai andato ma forse il loro per la scena pubblica ha un po’ vacillato.

Verdena 'Volevo Magia'

7 – sono gli anni di silenzio che ci dividono dall’ultimo dittico Endkadenz Vol.1 e Endkadenz Vo.2 (2015), per poi tornare a spacciare quei testi criptici, così tipicamente Verdena, in Volevo Magia (2022).

Proprio sul lavoro di questo ultimo album si baserà il documentario X sempre assenti – un viaggio longitudinale delle vite del trio e del loro tour.

Fei e l’appuntamento con i Verdena

Verdena 'Valvonaut EP'

Non è la prima volta che Francesco Fei, regista del documentario, si scontra amorevolmente con la band. Si conoscono per la prima volta nel 1999 in occasione del videoclip del loro primo singolo, Valvonauta, e da lì non si lasciano più, ma si prendono delle pause di riflessione – nel 2000 sarà sempre lui a guidarli nelle riprese di Viba, di Nel mio letto ed infine, nel 2007, nel video di Angie. Non vi stupirà sapere che nel 2023 torneranno tra le sue braccia per chiedere di dirigerli ancora una volta nel loro documentario, intimo, dove non si raccontano solo come rock band ma come persone, quelle che non siamo abituati a vedere una volta spogliati degli abiti d’artista.


“La loro assenza e questo ritorno erano una trama perfetta per un film. Ero attratto dall’idea di poterli raccontare senza filtri utilizzando una ‘scrittura’ cinematografica che fondesse finzione e documentario”

Francesco Fei

Una riservatezza che si scioglie

Non penso di essere stata l’unica a sbarrare gli occhi quando ha saputo che sarebbe stato girato un documentario sui Verdena. Non solo per il ritorno dopo anni (col botto) e neanche per il nuovo album che non delude, sia chiaro, ma lascia un po’ di tenero sgomento se si pensa ai fanta-album di cui sono stati capaci. La vera sorpresa è stata in quell’attributo vicino al documentario, intimo, appunto.

Verdena

Da quando li abbiamo conosciuti per la prima volta al grido di ‘sto bene se non torni mai’ (Valvonauta, 1999), le informazioni che abbiamo potuto scoprire negli anni sono davvero poche – Alberto Ferrari (voce, chitarra) e Luca Ferrari (batteria), nonché fratelli fondatori, Roberta Sammarelli (basso). Il gruppo si forma in provincia di Bergamo, ad Albino. Fine.

A dire il vero forse neanche ci interessava sapere così tanto delle loro vite, quando eravamo così immersi nella densità dei loro testi e di quei suoni tanto punk quanto melodici. Eppure, la me adolescente, avrebbe voluto conoscere un pizzico in più sugli artefici della sua prima cotta musicale, sentirli più vicini, perché dopo un po’ le cuffie dell’MP3, i video di MTV e lo studio spasmodico dei testi delle canzoni non bastavano più. IO VOLEVO SAPERE SE ERANO INNAMORATI.

Poco dopo la notizia arrivò ma non la leggerete qui tra queste righe. Forse il documentario saprà dirvi di più.

“E’ la quotidianità della genesi di un progetto, il “Volevo Magia Tour”, che mi interessava raccontare e vivere con il gruppo e con il pubblico attimo dopo attimo, con un taglio realistico e sincero. […] Ho voluto renderlo partecipe e “protagonista” di una creazione artistica ma anche della vita di
una rock band. E alla fine il “Volevo Magia Tour” è diventato davvero una magia, che ci unisce nel piacere della scoperta di un mondo lontano e fino ad allora assente e un po’ anche di noi stessi.”

Francesco Fei

Cinema mon amour

Eppure io un ritorno me l’aspettavo.

Verdena 'America Latina'

Quando il cinema dei fratelli D’Innocenzo si unì alla musica dei Verdena, quello che ne derivò fu l’ulteriore conferma della genialità del trio di Albino.

Parlo di America Latina, colonna sonora dell’omonimo film dei fratelli D’Innocenzo, pubblicata il 28 gennaio 2022 dalla Universal in formato LP a tiratura limitata a 1 500 copie.

La colonna sonora è stata costruita a partire da Fenuk, una compilation di suite strumentali registrate da Luca Ferrari nel 2010. Da queste suite i fratelli D’Innocenzo hanno scelto due temi, che poi la band ha sviluppato in diverse variazioni. La musica è stata quindi sviluppata in parallelo alle riprese del film e attraverso un confronto costante e continuo.

Un bel lavoro il film.

Un capolavoro le musiche.

Cosa aspettarsi quando si aspetta

Cosa ci aspettiamo esattamente da questo documentario?

Forse non un vero e proprio documentario. Neanche un film.

Verdena

Potremmo aspettarci un dialogo, quello tra Alberto, Luca e Roberta. Non un dialogo di chi risponde alle domande ma un dialogo di chi si racconta, per la prima volta, come se fosse seduto al tavolino di un bar.

Eppure, potremmo voler non aspettarci niente, se niente significa vagare ancora tra quelle musiche, senza sapere troppo di chi le scrive, le canta, le vive. Per non rimanere delusi. Per non mischiare il nostro mondo con il loro.

Per addormentarci senza lacrime, una notte in più, proprio come la loro Angie.

Riproduzione Riservata ®

Altri articoli in

Musica
Pino D'Angiò Che idea!
Evergreen

‘Ma quale idea’: come nasce il brano storico di Pino D’Angiò

di Sara Curcelli
5 ore fa
Musica
canzoni ferragosto 2024

10 canzoni per un Ferragosto 2024 indimenticabile

di Sara Curcelli
2 giorni fa
Musica
Auch
Intervista

Per gli Auch è meglio tardi che A.I.

di Alessia Maselli
2 settimane fa
Musica
Ayle
Intervista

Ayle, “La parte del mondo che non mi piace”

di Alessia Maselli
3 settimane fa
Cerca
secondi al contenuto
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!