revenants medioevo

I revenants: la paura degli ‘zombie’ nel Medioevo

Strane e cruente pratiche per combattere i "ritornanti" dalla morte

di Daniela Castiglia

Revenants, cosa sono

Nel Medioevo non esisteva un’anagrafe dei defunti. Solo nei monasteri e nelle abbazie c’erano dei registri dove venivano annotati i nomi e la data di morte delle persone che avevano sostenuto economicamente la Chiesa, e che quindi si meritavano le preghiere della comunità. Questi elenchi erano chiamati obituaria (da obitus, morto).

Per gli storici è difficile studiare l’andamento demografico del periodo, sappiamo però, che è stata un’epoca di altissima mortalità infantile. I bambini morivano ancora prima di ricevere il battesimo. Che cosa accadeva alle povere anime di quei neonati che non avevano ancora ricevuto il primo sacramento? Tornavano sotto forma di Revenants: gli zombie del Medioevo.

La morte degli innocenti

“Le Sacre Scritture e la stessa tradizione testimoniale della Chiesa attestano che esse (le anime) vengano dannate se siano uscite dal corpo in tale condizione (senza battesimo)” Sant’Agostino

Questa testimonianza lascia poco spazio all’immaginazione e ci fa capire che, il destino delle anime degli innocenti, era destinato alla dannazione. E questo perché, anche se non hanno commesso alcun peccato, “contrassero il contagio dell’antica morte secondo il vincolo che casualmente avevano con Adamo all’atto della loro venuta al mondo. Non possono perciò essere liberati dal supplizio della morte eterna, che trasferisce da uno solo la giusta condanna su tutti, se non rinascono per grazia di Cristo”, saranno comunque condannati per pene minori.

Col tempo però, per far fronte a questa ingiusta condanna, viene introdotta l’idea del limbo (dal latino limbus, orlo), dove i bambini potevano rimanere per l’eternità senza essere tormentati e condannati. I loro corpicini non potevano essere seppelliti in terre consacrate, ma nei campi o sul sagrato davanti alla chiesa. Per le madri che avevano perso il neonato durante il parto o prima che ricevesse il battesimo, doveva essere molto difficile mandare giù questa ingiustizia.

Per sopperire a questo dolore si diffusero delle credenze. Ad esempio, si pensava che seppellire i corpicini sotto la grondaia della chiesa, dove venivano bagnati dall’acqua piovana “inviata da un Padreterno più misericordioso”, li avrebbe portati alla salvezza.

Nonostante queste pratiche consolatorie, molti credevano che i bambini morti senza battesimo erano un pericolo per la società, ed erano da esorcizzare con riti brutali, prima che tornassero come Revenants. Alcuni pensavano che si incarnavano in spiriti o folletti maligni, che potevano aggredire i neonati non ancora battezzati, e tormentarli in vita. Per evitare tutto ciò, in alcuni casi i bambini morti venivano decapitati o mutilati, o addirittura impalati.

Gli zombie nel Medioevo: i revenants

Queste pratiche cruente non erano riservate solo ai bambini morti senza battesimo, ma anche a tutte quelle persone morte di morte improvvisa, a causa di un incidente, assassinati, giustiziati, suicidati, scomunicati, o appartenenti ad altre religioni, se considerati diversi o deformi, o sospettati di stregoneria.

I corpi venivano in genere sepolti in terreni non consacrati, e proprio per questo si riteneva necessario compiere una serie di azioni degne di un film horror. Il cadavere veniva legato con corde, cinghie di cuoio e stoffe, altre volte veniva mutilato o decapitato. O ancora, veniva appesantito con pietre, o sepolto con oggetti come chiodi, spine, paletti acuminati e amuleti vari. I cosiddetti oggetti con valore apotropaico, cioè che hanno la funzione di allontanare gli spiriti maligni.

Il chiodo è da sempre visto come un oggetto magico, insieme a paletto, coltelli, spade, ecc., erano utilizzati per scongiurare il ritorno dei defunti. Venivano usati per trafiggere il cadavere, o semplicemente, venivano deposti sopra al cadavere o accanto. Chiodare il cranio del defunto significava fissare il cadavere per sempre in quel posto. In Cornovaglia il corpo di un suicida, veniva fissato con una lancia al terreno, in modo che non potesse più rialzarsi.

Queste pratiche funebri venivano svolte anche molto tempo dopo la morte, quado magari si verificavano delle catastrofi naturali o delle epidemie, e quindi, secondo la mentalità dell’epoca, bisognava trovare il colpevole. Saxo Grammaticus, cronista medioevale, ci racconta di come, per liberarsi dalla peste causata per vendetta da un uomo ucciso durante un tumulto, gli abitanti del paese “riesumarono il cadavere, lo decapitarono e gli trafissero il petto con un bastone acuminato; così la gente risolse il problema.”

necropoli di baggiovara, tombe di bambini seppelliti in modo particolare per evitare che tornassero sotto forma di revenants

Necropoli di Baggiovara, Modena , VI e VII secolo d.C.. Tombe di bambini in età neonatale, i cui corpicini sono stati sistemati su una tegola e racchiusi da altre due tegole, disposte a doppio spiovente (tomba alla cappuccina). Altri sistemati in una cassetta di mattoni, orientati con il capo a est e i piedi a ovest, privi di corredo. Il cadavere della tomba numero 8 è stato sepolto con dei rospi decapitati, probabilmente a scopo apotropaico.

necropoli di baggiovara, tombe di bambini seppelliti in modo particolare per evitare che tornassero sotto forma di revenants

Fonti bibliografiche: ‘La Vita segreta del Medioevo’ di Elena Percivaldi edito da Newton Compton editori

Riproduzione Riservata ®

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