Cosmo

Cosmo e il diritto allo stare insieme

Cosmo - il dibattito sui Rave e la tutela dei locali di provincia.

di Barbara Ercoli

Il viaggio (elet)tronico di Cosmo tra la rivendicazione degli spazi autonomi e la rivincita dei piccoli club di provincia.

Cosmo, è di lui che si parla oggi, ed è sempre di lui che avremmo voluto si fosse parlato ieri e che se ne parlasse anche domani. Non solo perché ci fa scatenare già dalla prima nota ma anche perché quando lo fa, lui, ci mette l’anima, e la sua lotta per liberare la musica dalle catene istituzionali assume tutta la credibilità di questo mondo.

Cosmo
Cosmo

Giù quella pistola!

Da qualche decennio ormai i nostri corpi sembrano non seguire più il flusso delle note musicali ma piuttosto quello delle teste di chi ci sta di fronte, schivando (non sempre con eleganza), la sagoma di chi ci impedisce una nitida e libera ripresa dello smartphone. Bellissimo poter rivedere il giorno dopo il video della nostra canzone preferita, ancor più bello poterlo rivedere a distanza di anni. Meno bello per l’artista non riuscire più a vedere il volto di chi lo ascolta, frustrante non poter fare il bagno di folla – scelta importante quella di salvare l’iPhone dallo schianto al suolo o evitare che il cantante si sfiguri il volto a terra.

Importante sottolineare anche che piano piano scompare una parte fedelissima, fino ad oggi, dei concerti – l’arte del pogo! Non possiamo quindi biasimare Cosmo se durante il suo concerto del 5 maggio al Largo Venue di Roma, mentre canta L’ultima festa, improvvisamente chiede al pubblico di abbassare tutti i telefoni, spiegando: “I cellulari stanno succhiando energia ai corpi” e le persone, a sorpresa, lo ascoltano e mettono giù i telefoni.

Finalmente ballano.

Cosmo bagno di folla
Cosmo

Blitz

Blitz, il nome del tour – a Novembre del 2021, quando il Covid sembrava averci abbandonato, il cantante di Ivrea riprende con le esibizioni programmandone sei o sette in tutta Italia. Avrà modo di farne solo una all’Alcatraz di Milano prima che il nuovo picco di contagi lo blocchi di nuovo.

Niente panico. Il blitz riprende, a distanza di tre anni e con delle piccole modifiche, la più incisiva pende proprio sulla scelta di volersi esibire solo ed esclusivamente nei piccoli club, quelli più penalizzati dalla pandemia. La scelta si rivela particolarmente piacevole, non solo per i piccoli locali ma anche per l’artista stesso:

“Mi sta piacendo un casino, volevo il contatto diretto con il pubblico. Mi piacciono di più gli spettacoli al chiuso: il suono non si disperde, è quasi asfissiante, le luci sono completamente sotto il nostro controllo, il fumo non se ne va via con il primo alito di vento. Diventa tutto più surreale, più intenso. Il nostro spettacolo dentro i club è sicuramente più potente”.

Se il nome del tour non vi stupisce è perché probabilmente qualcosa di Cosmo sapete già. Il cantante l’ha ribadito in tutti i modi possibili: nelle sue canzoni, in particolare nel secondo album L’ultima festa, i testi sono intrisi di riferimenti alla sua lotta per la liberazione dei corpi, soprattutto nel suo lavoro più recente, La terza estate dell’amore, uscito nel maggio 2021, che diventerà un vero e proprio manifesto ideologico.

Cosmo in concerto

La verità ti fa male lo so

La verità – esce l’11 Novembre, proprio quando al centro dell’attenzione si trova il dibattito sui rave, concluso a Dicembre con l’approvazione della legge.

“La verità è la rivendicazione di uno spazio autonomo e del diritto allo stare insieme. Oggi o il tuo divertimento è regolamentato e produce in qualche modo del profitto oppure non deve esistere, e questo è tremendo. […] Per questo i rave vanno protetti, perché sono eventi organizzati da persone che si ritrovano in posti sperduti per divertirsi, senza dar fastidio a nessuno. Questo governo apparentemente sembra amante delle regole, ma in realtà non fa altro che mandare avanti una campagna elettorale permanente, è pericoloso”.

Si spiega così Cosmo e alla franchezza delle sue parole si può aggiungere pochissimo altro, se non che l’unica nota positiva della questione, se proprio vogliamo essere ottimisti, è stata la spinta per la nascita di gruppi attivi come Smash Repression che si impegna ad organizzare Street Rave Parade nei centri delle città contro la criminalizzazione del dissenso e della libera espressione.

Smash Repression Torino

Chi lo conosce lo sa già – la battaglia di Cosmo esula dal dissing nei confronti di altri generi, nemmeno ne privilegia uno piuttosto che un altro. Il punto focale della sua attività è politico ed è sempre lui a voler mettere la faccia e schierarsi contro chi racconta all’opinione pubblica «la solita balla: che i rave sono una specie di inferno popolato da zombie». «Io non sono uno zombie», continua, «ai rave c’è gente che lavora e studia e che ha una vita normale nella maggior parte dei casi. Sono persone che ogni tanto hanno bisogno di re-impossessarsi del proprio tempo e del proprio corpo in totale libertà».

In una società sempre meno libera, il caso dei rave conferma ancora una volta che la via più facile rimane quella del divieto, poco importa se si scontra anche con i principi della Costituzione.

Dei raduni pacifici e senza scopo di lucro non possono essere inglobati nella megabolla del problema delle droghe – le troviamo ovunque, nel bar sotto casa, in ufficio, alla cena aziendale e l’elenco potrebbe continuare tenendo testa a quelli salviniani.

La chiave al problema delle droghe non si trova certo in un lucchetto messo ad un raduno non autorizzato/gratuito, perché è proprio quel ‘gratuito’ che indigna le poltrone dei piani alti. Si potrebbe parlare di una campagna di prevenzione, che ancora si affaccia timidamente nelle scuole, magari qui la faccenda, seppur finanziariamente più pesante di un divieto, potrebbe assumere un risvolto positivo. Quello che è certo è che proibizionismo e repressione non hanno mai funzionato e mai funzioneranno in una società che non è del tutto morta e dove si dovrebbe esercitare apertura e informazione a risoluzione del problema. L’alternativa a questo “si chiama stato di polizia o, peggio ancora, totalitarismo».

Cosmo

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