Chiara Ferragni Giulia Polemica

Chiara Ferragni e quel confronto che non doveva esistere

C'è chi guarda il dito, chi la luna e chi si ferma al décolleté

di Clu

Prologo su Chiara Ferragni e lo scambio di opinioni illecito

Per chi non si accontentasse di tutti gli argomenti reali sui quali si potrebbe dibattere in questo fine Maggio 2023, con l’estate alle porte che si preannuncia essere una delle più calde mai registrate (e dovremo abituarci a questa tendenza), ecco fresco come una granita in spiaggia l’argomento che occuperà le prime pagine dei giornali fino almeno all’inizio delle vacanze estive per i nostri ragazzi. E la storia in questione ha un’audace undicenne come protagonista.

Si chiama Giulia la bambina che, qualche giorno fa, si è fatta avanti di fronte ad un post su instagram di Chiara Ferragni nel quale l’influencer (nel nome della libertà individuale di esprimersi nelle forme che si ritengono più opportune) si proponeva in intimo davanti allo specchio. La giovane fan di Chiara critica la foto chiedendosi se, oggigiorno, ci si debba per forza mettere nudi per farsi notare; l’influencer le risponde attraverso una storia nella quale rimarca la libertà di non doversi sentire a disagio nel mostrare il proprio corpo e che nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di giudicare le scelte altrui.

La contro-replica della bambina

Arriviamo subito al punto di questo mio pensiero: questa mattina noto (nella mia quotidiana rassegna stampa del risveglio) che la bambina inizia a rilasciare interviste per note testate nazionali nelle quali continua ad argomentare la sua tesi e lamenta una frustrazione dovuta dal fatto che, dopo il suo confronto social, si è vista chiudere il profilo da parte di Instagram. Premetto da subito che: ho visto il post della Ferragni, non ho letto direttamente il commento della bambina, non ho visto la storia di risposta della Ferragni, non ho assolutamente letto l’intervista della bambina se non attraverso i titoli riportati dai giornali.

Insomma ho fatto tutto quello che, nel campo giornalistico, non andrebbe fatto.

Ma ho ragione io

Instagram minori

La foto caricata sopra è lo screenshot fatto sulla pagina delle linee guida di Instagram ed è la risposta alla mia voluta ignoranza nel caso in questione. La piccola Giulia non poteva essere su Instagram; la domanda lecita e il dubbio posto alla mia coetanea Ferragni non potevano essere posti da quella persona che a 11 anni non può (e non deve) avere accesso ad una piattaforma come quella del gruppo Meta. E qui si apre l’analisi vera e propria.

Il controllo sul web e sui social? Una spunta in cui affermi di avere più di 18 anni

Chi come me, Chiara e suo marito ha un’età per cui ricorda bene la Novelle Cusine o il Game Boy (non a colori) sa che, agli albori di internet, nessun ragazzino frequentava i siti porno. Perchè il buon internet, padre attento e amorevole, aveva un sistema sofisticato per permettere solamente a chi avesse più di 18 anni di accedere a determinati siti: una spunta con la quale l’utente afferma di avere più di 18 anni.

L’uso e costume si è trasferito a pieno nei moduli d’iscrizione ai social networks i quali, solamente negli ultimi anni, hanno introdotto fattori avanzati di verifica (come il documento d’identità) anche se, va detto, sembra lo abbiano fatto per interesse più che per buongusto.

Basti pensare all’ultima acquisizione fatta da Elon Musk nei confronti di Twitter; vi è stato un punto della trattativa durante il quale il pluri-miliardario fondatore di Tesla tentava di abbassare il prezzo di acquisizione della piattaforma lamentando un altissimo numero di profili fake iscritti alla piattaforma e chiedendo a quest’ultima i dati sulla popolazione reale di utenti iscritti. Questo dato falsato sulla “popolazione di Twitter”, per lo stesso Musk, era eccome un motivo valido per chiedere un enorme sconto sul prezzo di acquisto del colosso social.

È come permettere ai nostri figli di frequentare i club per adulti o bere al bancone di un bar

Stimo nel profondo Chiara Ferragni per tanti motivi ma proprio non capisco perché, neppure lei, si renda conto di quello che il web può essere per le persone più giovani e fragili. Comprendo il suo desiderio di lanciare un messaggio positivo di accettazione, libertà, inclusione ma mi chiedo anche se, come società, non dovremmo garantire ai nostri figli la libertà di vivere i loro 11 anni lontani da un mondo che potranno scoprire all’età più opportuna (che a mio modesto avviso dovrebbe essere quella della maturità, ovvero quando hanno parallelamente accesso al diritto di voto).

Mia madre mi ha cresciuto con la frase “c’è un età per tutto” e credo che da questo si debba ripartire.

Ricapitolando: la bimba non poteva essere su instagram (per legge) e la Ferragni, una volta appurato (e credo lo abbia fatto) che la risposta al suo post era da parte di una bambina, non avrebbe dovuto assolutamente rispondere. Nel nome di quella libertà che lei cerca sempre di difendere. Perché la persona libera non è colei che fa quello che vuole, ma quella che vive perseguendo l’ideale di libertà per se ma, soprattutto, per gli altri. Non può esistere la mia libertà se non esiste necessariamente anche la tua.

Chiara Ferragni

Riproduzione Riservata ®

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