Natalia Ginzburg

Una voce di resistenza: Natalia Ginzburg

Storia di una grande voce femminile del Novecento

di Rebecca Penna

Natalia Ginzburg, nata Levi, è autrice di romanzi, commedie e poesie…insomma, scrittrice poliedrica del Novecento il cui contributo alla letteratura italiana è riconosciuto all’unanimità.

Ma la sua penna non è l’unico motivo per cui è importante ricordarla: la sua storia è un esempio che insegna a non arrendersi mai davanti alle difficoltà e a reinventarsi anche quando non sembra esserci la forza per ricominciare. Una storia che parla di guerra, di amore, di resistenza e di grandi ideali.

Natalia Ginzburg nei suoi ultimi anni
Natalia Ginzburg

Da Natalia Levi a Natalia Ginzburg

Natalia Levi nacque nel 1916 a Palermo, città di cui avrà sempre nostalgia. Suo padre, Giuseppe Levi, era ebreo: fu per questo che lui e due dei fratelli di Natalia subirono la detenzione durante il regime fascista.

Ma questo evento non fu l’unica situazione in cui il fascismo colpì la vita della scrittrice.

Trasferitasi con la famiglia a Torino, decise di studiare al liceo classico: andava male in matematica, benissimo in italiano. Fin da bambina scriveva poesie, e aveva già intuito che quella sarebbe stata la sua vita.

Fu proprio a Torino che conobbe l’uomo a cui compare quasi sempre associata: il suo primo, amato marito, Leone Ginzburg.

Leone e Natalia Ginzburg
Natalia e Leone Ginzburg

Una tragica storia d’amore

L’uomo, insegnante universitario di letteratura russa, era un fervente attivista antifascista. Dotato di un carisma, oltre che di una intelligenza e cultura fuori dalla norma, attorno a lui gravitavano alcuni esponenti di primo piano della vita culturale piemontese del tempo: per fare qualche esempio, basti pensare a Cesare Pavese e Giulio Einaudi, oltre ad altri intellettuali che contribuirono alla nascita della casa editrice Einaudi. In seguito, Leone presenterà gli amici a Natalia Ginzburg, che instaurerà con essi una profonda amicizia, tanto da diventarne collaboratrice.

A presentare i due fu uno dei fratelli di Natalia Ginzburg: proprio a Leone, di qualche anno più grande di lei, la donna voleva chiedere consiglio sui suoi primi racconti.

Nel 1938 i due si sposano, e loro unione genererà tre figli: Carlo, Andrea e Alessandra. Poco dopo il matrimonio, nel 1940, il regime fascista condanna Leone Ginzburg alla pena del confino: è cioè obbligato a trasferirsi in Abruzzo con la famiglia. Pur lontani dai loro contatti e dalle sedi della loro attività politica e intellettuale, i loro ideali antifascisti non vengono smossi e i coniugi intraprendono un’attività di editoria clandestina.

Natalia Ginzburg (Levi) e Leone Ginzburg
I due coniugi Ginzburg.

La fine di tutto?

È forse la morte la fine di un amore? Non sembra la risposta di Natalia Ginzburg, che continuerà a firmare le sue opere con questo cognome, che ormai sente che la rappresenta più di quello di nascita.

Per quanto l’avesse toccata un evento drammatico come questo, la donna decide di non darsi per vinta: oltre al suo proficuo lavoro di scrittrice, inizia a collaborare con la casa editrice Giulio Einaudi.

Il suo lavoro in questa sede è famoso, tra l’altro, per un importante no: quello alla prima edizione di “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

Si risposa, nel 1950 ma anche il suo secondo matrimonio, coronato dalla nascita di altri due figli, non dura a lungo a causa della morte dell’uomo.

Eppure, forse questo sentore di rinascita le dà la forza per continuare nell’impegno letterario e politico.

Raccontare se stessi, raccontare un secolo

Soprattutto con Lessico famigliare, il suo capolavoro, Natalia Ginzburg riesce a raccontare senza patetismi il suo secolo, il Novecento. Un secolo difficile, tormentato, ma pieno di speranza e lotte contro la paura. La sua vita privata, raccontata in questo volume, riflette i drammi del secolo, oltre a raccontare la sua storia con assoluta veridicità.

Natalia Ginzburg, vincitrice del Premio Strega
Natalia Ginzburg, Italo Calvino e Luigi Einaudi al Premio Strega del 1963 (che vincerà Natalia)

Natalia Ginzburg non è stata solo una grande scrittrice, ma anche un grande esempio di come, nonostante le tragedie, si debba imparare a trovare la forza di andare avanti. E, se si ha un dono simile al suo, di come il dolore si possa e si debba tramutare in memoria: è proprio questo il titolo di una delle sue poesie migliori, dedicata al primo marito. Potete leggerla qui.

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