assassinio caligola

L’imperatore Caligola e la bramosia per le mogli altrui

“Che mi odino, purché mi temano.” Caligola

di Daniela Castiglia

Il comportamento di Caligola, colui che si credeva l’incarnazione di Giove in terra, è considerato dagli storici come una persona perversa e ambigua. Svetonio lo considerava addirittura un mostro. Alcuni pensano che probabilmente soffrisse di un qualche disturbo mentale, forse causato dalla malattia che lo aveva colpito alla fine del 37 d.C.

Durante il suo governo, anche se breve, si convinceva ogni giorno di più di essere una divinità. Il suo obiettivo era quello di una monarchia divina, dove le relazioni incestuose tra i monarchi e le proprie sorelle, erano un segno distintivo della loro natura divina e regale. Il 24 gennaio del 41 d.C., Cassio Cherea mette fine a quell’ambizioso disegno, ricordando a Caligola che era un semplice uomo come tutti.

Tutte le donne di Caligola

A ventun anni Caligola sposa Claudilla o Claudia, una giovane nobile. Claudilla rimane presto incinta e a causa di complicazioni muore di parto, insieme al bambino che portava in grembo. Caligola prende il posto di Tiberio, che l’aveva designato come suo erede.

Si dimostrò da subito un imperatore troppo superbo, che credeva di non dover obbedire ad alcuna legge o principio morale. Il suo ego incontrollato si manifestava anche nella sfera sessuale. Aveva numerose amanti, ma non si limitava a questo, obbligava le donne sposate con altri a piegarsi al suo volere, umiliando pubblicamente anche i mariti della classe senatoria. Si comportò così anche durante i suoi tre matrimoni e durante tutto il corso del suo breve regno.

busto di caligola
Busto di Caligola

Secondo una versione di Svetonio, il giorno delle nozze tra Livia Orestilla e il nobile romano Calpurnio Pisone, Caligola, invitato al matrimonio, si infatuò della giovane e le fece recapitare un messaggio allo sposo con un’intimazione: “Non toccare mia moglie”. Ordinò che Livia fosse condotta al palazzo imperiale e lì la sposò. Livia divenne la sua seconda moglie. Dopo qualche giorno però, stufo di lei, la cacciò via. Livia fece ritorno dal marito, ma Caligora li fece esiliare perché si erano riuniti.

Tempo più tardi, venne a sapere di una matrona un tempo bellissima, che aveva una nipote altrettanto bella. Chiese di lei, Lollia Paolina, e la fece arrivare a Roma. Paolina era sposata con Memmio Regolo, senatore, generale e governante di provincia. Plinio il Vecchio racconta che era una donna molto bella che amava ostentare la sua bellezza. Andava ai banchetti con indosso solo smeraldi e perle. Caligola la volle per sé e la portò via al marito, per poi ripudiarla poco dopo. Nonostante non la volesse più gli impedì di andare a vivere con un altro uomo, ma Paolina non diede importanza alle parole di Caligola e fece ritorno dal primo marito.

Caligola che deposita le ceneri della madre e del fratello nella tomba degli antenati, Eustache Le Sueur, 1647 (Royal Collection, Castello di Windsor)
Caligola che deposita le ceneri della madre e del fratello nella tomba degli antenati, Eustache Le Sueu, 1647, Castello di Windsor

Caligola giustificava la sua condotta affermando che stava semplicemente seguendo le gesta di Augusto, che aveva sposato Livia, dopo averla costretta a divorziare dal marito, quando era già madre di Tiberio e in attesa di un secondo figlio.

Quando Caligola conosce Milonia Cesonia, la fece divorziare, nonostante lei aveva già tre figli ed era nuovamente incinta, per poi prenderla in sposa. Adottò la bambina che Melonia aveva partorito un mese dopo le nozze, anche se era il frutto della relazione col precedente marito. Caligola la presentava come sua figlia, così convinto di essere una divinità, che pensava di aver piegato a sé, i ritmi della natura. Credeva davvero che fosse sua figlia. Molti altri ci credevano, perché la bambina mostrava già da piccola segni di crudeltà.

Le altre donne di Caligola: le sorelle

Caligola era circondato a corte anche dalle tre sorelle. Agrippina Minore, Drusilla e Livilla. Con Drusilla aveva un legame molto particolare, ne parlava in pubblico di continuo, per molti in maniera esagerata, a tal punto che le persone cominciavano a pensare che tra loro due ci fosse una relazione incestuosa. Non nascondevano mai la loro profonda intimità. Caligola si comportò con lei come fece con tutte le sue mogli. La portò via dal marito, il console Longino, e la portò a vivere con sé nel Palatino. La diede in sposa a Marco Emilio Lepido. Secondo i pettegolezzi, il nuovo marito accettava la relazione tra i due fratelli.

Pochi mesi dopo essere salito al trono, Caligola si ammala gravemente, febbre e deliri che sembrava non gli lasciavano scampo. Poco prima di morire nominò Drusilla come sua erede dell’impero e dei suoi beni materiali. Nominare una donna era un gesto che non potevano tollerare gli uomini di Augusto, quegli uomini che lo avevano salvato dal giogo di Cleopatra, regina d’Egitto.

Drusilla muore l’anno dopo a causa di una epidemia che colpì Roma. Caligola organizzò un funerale per la sorella che scandalizzò i cittadini. Ma non si limitò solo a questo, la trasformò in una divinità. La prima donna della famiglia a essere divinizzata. Una statua di Drusilla viene esposta nella curia dove si riuniva il senato e nel tempio di Venere.

Secondo gli storici, Milonia è stata l’unica donna a cui Caligola è stato veramente legato, visto la loro condivisione di ogni tipo di immoralità sessuale. Morirono insieme per mano dei cospiratori che si ribellarono a Caligola.

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