Gigi Proietti e l'aneddoto di Ferragosto

Gigi Proietti e quel Ferragosto bizzarro

Quando una Spider incontra la calce viva, la Spider non ha possibilità.

di Melania Grelloni

Gigi Proietti e gli aneddoti

Oggi vogliamo raccontarvi una storia, anzi, un aneddoto.

Siamo a Roma in un caldo e afoso Ferragosto. La Capitale è deserta, tutti sono in ferie e chi è rimasto non bazzica per la città alle due del pomeriggio.

Un giovane Gigi Proietti aveva comprato una Spider Fiat 1500 – di quinta mano, ci tiene a precisare – mentre qualcuno era stato così gentile da regalargli un kit da guidatore esperto.

auto proietti

Vergognandosi di indossarlo quando la metropoli è vissuta, decide di agghindarsi in quella giornata desolata: nessuno lo avrebbe visto, nessuno avrebbe potuto ridere di lui.

Cappello e occhiali da pilota, guanti in pelle mezze dita, una sciarpa bianca e l’immancabile pipa – a quel tempo la fumava – l’attore sale in auto pronto a sfrecciare fra le strade libere dal solito traffico urbano.

Dando le spalle al Colosseo, così da percorre via dei Fori Romani, a fermarlo è il semaforo rosso all’angolo di via Cavour.

Se credeva di essere l’unico cittadino ad abitare la Capitale a Ferragosto, si sbagliava di grosso.

Un camion che trasportava calce viva lo affiancava, anch’esso in attesa della una luce verde che sembrava non arrivare mai.

E il camion lo guardo così, per aria. E dal finestrino del camion fuoriusciva un affare gigantesco tutto peloso che ho scoperto poi essere un gomito. Il gomito di chi guidava, evidentemente. E dopo un po’, s’è affacciato il proprietario del gomito.
E c’aveva la maglietta di una squadra sportiva che non era né della Roma né… non lo so. Tutti schizzi della calce in faccia.

Così racconta l’attore, durante la puntata de “Il senso della vita”, a un Paolo Bonolis già ridente.

Bonolis

I capelli… c’aveva un frontino così, poi pelato, poi ricominciava.
Un collo che gli partiva da qua [indica la testa] e non glie bastavano le spalle per il collo. Le sopracciglia… non dico unite, ma c’era una sopracciglia sola grossa grossa che partiva da qua [il centro della fronte] e glie faceva tutto il giro proprio [della testa], come quei cosi dei tennisti, ma de pelo nero.
Tutti ciuffi de pelo che s’affacciava e m’ha guardato.

La descrizione accurata del guidatore trasforma il racconto quasi una barzelletta o, forse, è la bravura di Proietti a rendere divertente un episodio di vita quotidiana.

Proietti

«Io stavo lì, vestito da imbecille» e il semaforo continuava ad essere rosso godendosi la scena surreale che gli si era palesata davanti.

Anche il camionista osservava il pilota della Spider, nonostante il disagio di quest’ultimo fosse lampante.

In questa Roma deserta, io e lui soltanto, ha sentito la necessità de dimme ‘na cosa: “’A frocio!”

Il perché di questo commento? Nemmeno l’attore lo sa, tuttavia ha preferito non replicare poiché

Ho visto la calce viva, ho riguardato il gomito de’ questo, ho detto “andiamo via”. Ho fatto lo sdegnato e sono andato via!

Ed è con questo aneddoto che lo vogliamo ricordare: con il suo immenso talento, con la sua capacità di farci emozionare, con il suo essere semplicemente Gigi Proietti.

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