Frida Kahlo

Frida Kahlo: le cause della morte

I dubbi sulla dipartita della pittrice messicana, ormai icona indiscussa, esempio di arte e di vita.

di Rebecca Di Gregorio

Frida Kahlo muore il 13 Luglio 1954 esattamente nello stesso posto in cui è nata nella Casa Azul, a Coyoacàn, nella periferia di Città del Messico. La grande pittrice, all’anagrafe Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderon, nasce nel 1907 da Matilde Calderón y González, benestante messicana, e Guillermo Kahlo Kaufmann, fotografo tedesco. Le piaceva dire di essere nata nel 1910, anno in cui ebbe inizio la Rivoluzione messicana, scoppiata con l’obiettivo di porre fine alla dittatura militare del generale Porfirio Díaz e fare del Messico una realtà democratica.

Frida nasce con la spina bifida. La malattia la porta ad avere una gamba più lunga dell’altra, di conseguenza una zoppìa che l’artista, fin da piccola, soffriva e che cercava di nascondere indossando ampie gonne lunghe, come quelle degli abiti tradizionali messicani Tehuana. Fin dall’adolescenza manifesta un temperamento deciso, una personalità originale, forte, passionale e ribelle, riluttante verso ogni convenzione sociale. Inizialmente studia presso una scuola tedesca per poi iscriversi, nel 1922, alla Escuela Nacional Preparatoria dove intraprende gli studi per diventare medico.

Frida Kahlo
Frida Kahlo

Qui matura la sua visione sul mondo e sulla politica, avvicinandosi agli ideali del socialismo nazionale e al comunismo. La politica e l’attaccamento, l’amore, per la sua terra saranno sempre una costante presenza nella vita di Frida, accanto al bisogno di dipingere, bisogno che insorge proprio in quegli anni, quando inizia a dilettarsi ritraendo alcuni suoi compagni di studio e se stessa. Un evento terribile, però, le sconvolge la vita.

Nel Settembre del 1925, all’età di 18 anni, Frida è vittima di un incidente stradale causato dall’autobus, su cui si trovava, e un tram, il quale si schianta nella fiancata dell’altro mezzo e lo trascina contro il muro. L’urto provoca danni irreparabili: la colonna vertebrale della ragazza è spezzata in tre punti, riporta inoltre danni alle costole, al femore e ad entrambi gli arti inferiori.

“Non è vero che ci si rende conto dell’urto, non è vero che si piange. Io non versai una lacrima. Eravamo saliti da poco sull’autobus quando ci fu lo scontro. Prima avevamo preso un altro autobus, solo che io avevo perso un ombrellino. Scendemmo a cercarlo e fu così che salimmo su quell’autobus che mi rovinò. L’incidente avvenne su un angolo, di fronte al mercato di San Juan, esattamente di fronte. Il tram procedeva con lentezza, ma il nostro autista era un ragazzo giovane, molto nervoso. Il tram, nella curva, trascinò l’autobus contro il muro. L’urto ci spinse in avanti e il corrimano mi trafisse come la spada trafigge un toro. Un uomo si accorse che avevo una tremenda emorragia, mi sollevò e mi depose su un tavolo da biliardo e lo strappò dalla carne con un gesto deciso. Un corrimano di quattro metri mi era entrato nel fianco. Mi aveva impalata.”

Frida Kahlo

Dopo l’incidente

La ripresa, lunga e dolorosa, la costringe a letto per mesi. Si dedica così alla lettura, approfondendo i temi politici e storici che la appassionavano e, con essi, la pittura. I genitori di Frida legarono uno specchio sul suo letto a baldacchino, dimodoché lei potesse specchiarsi. Da qui nasce il suo primo vero autoritratto, primo di una lunga serie; sono infatti circa 50 gli autoritratti dell’artista, su un totale di 150 opere.

Frida Kahlo
Frida Kahlo

Frida comincia così, costretta al riposo forzato, a dipingere di continuo. Arriva però al punto in cui si chiede se il suo destino sia realmente quello di diventare una pittrice e cerca quindi conferme, o smentite, del suo talento. Decide di interpellare uno dei più famosi pittori messicani dell’epoca: Diego Rivera. Si dice che lei lo abbia interrotto mentre questi stava dipingendo su un’impalcatura, e che abbia gridato, con estrema disinvoltura: “Diego, vieni giù!”. Rivera rimane colpito dallo stile della pittrice, la sprona a continuare e la prende sotto la sua ala. La inserisce nella vita culturale e politica messicana, e si innamora di lei. Frida ricambia.

Frida e Diego

Nasce così un amore tormentato, profondo e viscerale, totalmente disordinato e quasi distruttivo. I due si sposano nel 1929 con rito civile. Diego aveva fama di essere un tombeur de femmes e lei parve accettare i continui tradimenti.

“Ci sono stati due grandi incidenti nella mia vita: uno è stato il tram e l’altro Diego. Diego è stato di gran lunga il peggiore”.

Frida Kahlo

Ciò nonostante i due sembravano essere una cosa sola e due cose diverse, ma sempre, insieme. Da quel momento, infatti, la vita di Frida Kahlo e Diego Rivera può essere capita e guardata solo in coppia, uno in funzione dell’altro, uno contro l’altro. Lei alternava momenti di profonda devozione verso l’amato, anche vestendo i panni della mogliettina perfetta, a periodi di distanza ed astio, provocati dalle infedeltà di lui, che cominciano col tempo a diventare reciproche.

Ebbe anche lei, infatti, numerose relazioni extraconiugali, sia con donne, sia con uomini, tra cui il politico rivoluzionario Lev Trockij. Frida aveva il grande desiderio di diventare madre ma il suo corpo non glielo permise mai. Non essendo in grado di portare avanti una gravidanza, ebbe diversi aborti spontanei che le provocarono una sofferenza insopportabile, esorcizzata ancora una volta attraverso l’arte.

Frida Kahlo

Fino al viaggio negli Stati Uniti del 1930, Frida era considerata solo “la moglie del maestro”. I primi riconoscimenti iniziano ad arrivare proprio dopo il quadro sopra riportato: “Ospedale Henry Ford (il letto volante)” del 1932. In questo, come in moltissimi dei suoi dipinti, Frida si rappresenta in lacrime. Il dolore fisico e la sofferenza psicologica sono il cuore pulsante del suo lavoro.

La permanenza in America da all’artista la possibilità di entrare in contatto con gli alti ambienti della pittura statunitense e farsi così conoscere, ma il rifiuto di Diego di piegarsi al compromesso con Rockefeller, e l’amore di Frida per la sua terra, li riportano in Messico. Una volta rientrata, la coppia decide di stabilirsi in una casa doppia; si trattava in effetti di due case separate, unite tra loro solo da un ponte. Nel 1939 divorziano a causa del tradimento di Rivera con Cristina Kahlo, sorella di Frida. Un anno dopo però i due si ricongiungono, sposandosi nuovamente nel 1940 a San Francisco.

Frida Kahlo

Frida, la pittrice

Nel corso degli anni ’30, la fama di Frida cresce e nel 1938 avviene l’incontro con il padre del Surrealismo André Breton, il quale decide di organizzare una mostra personale della pittrice a Parigi nel 1939. A 31 anni, Frida Kahlo vende una sua opera al museo del Louvre. Inizia quindi a farsi realmente strada nel mondo dell’arte ma fugge dai salotti artistici europei, per rientrare in Messico. Tra gli anni ’30 e ’40 la produzione artistica della donna è ricca ed eccelsa. Frida viene apprezzata da alcuni degli artisti più importanti dell’epoca: Picasso, Mirò, Kandinskij, Duchamp ed altri.

Frida Kahlo

Il suo genere pittorico è indipendente e del tutto originale. La sua vita, l’attenzione per il corpo femminile, l’incarnazione con la sua terra e la celebrazione delle sue origini rappresentano gli aspetti fondamentali della sua arte.

Frida Kahlo
Frida Kahlo

Nell’aprile del 1953, un anno prima di morire, la Galeria de Arte Contemporaneo di Città del Messico ospita la prima importante retrospettiva messicana dedicata ai dipinti di Frida. Lei era molto malata. Aveva da poco subito un’altra operazione chirurgica e i dottori le avevano proibito di alzarsi dal letto, ma, caparbiamente e, allo stremo delle forze, si presenta alla mostra con tutto il letto. Quella fu una delle ultime apparizioni in pubblico di Frida.

Frida Kahlo
Frida Kahlo

La morte

Il suo corpo martoriato la stava abbandonando e l’artista beveva fiumi di alcool e utilizzava la morfina per anestetizzare il dolore che quotidianamente era costretta a sopportare. Un’ultima stilettata della vita, fu una cancrena alla gamba destra, che costrinse i medici all’amputazione. A detta di molti, Frida non era più la donna di un tempo, piena di vita e appassionata, si dice che entrò in un profondo stato di depressione. L’ultima uscita pubblica di Frida fu ad una manifestazione politica, cui si recò in sedia a rotelle.

Frida Kahlo muore ufficialmente per embolia polmonare all’età di 47 anni, nell’estate del 1954, circa una settimana dopo il suo compleanno. Alcune testimonianze di suoi parenti hanno insinuato il dubbio che la morte di Frida sia stata causata da Diego, tramite un’overdose di farmaci, non si sa se di comune accordo con l’artista o meno. C’è chi invece sostiene che l’artista, stremata, si sia tolta lei stessa la vita.

Il mistero si infittisce se si pensa che non è stata fatta alcuna autopsia per accertare la causa della morte e che il corpo sia stato subito cremato. Probabilmente, verrebbe da dire, il suo corpo era semplicemente troppo stanco per continuare a vivere, e tenere il passo con il soffio dell’anima ribelle ed impetuosa di Frida, forse, non era più possibile. Ciò che è certo, è che la pittrice riempie l’ultima pagina del suo diario con queste parole:

“Spero che l’uscita sia gioiosa, e spero di non tornare mai più”.

Frida Kahlo

Frida Kahlo

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