Alieni o fenomeni non identificati?
144 episodi di “fenomeni aerei non identificati” dal 2004, gli UFO (Unidentified Flying Object) o UAP (Unidentified Aerial Phenomenon), le navicelle degli alieni. Questo è quanto emerge dal rapporto del Pentagono. Già nel 2007 aveva cominciato a raccogliere dati e testimonianze attraverso il programma Advanced Aerospace Threat Identification Program, il cui scopo era quello di analizzare i dati dei radar, le immagini video e i rapporti e resoconti dei militari.
Il programma è stato chiuso nel 2012 e poi rilanciato nel 2017 con il nome l’Unidentified Aerial Phenomena Task Force. È durato oltre dieci anni e si trova all’interno dell’Office of Naval Intelligence. Gli alieni esistono? Forse le ultime importanti scoperte possono darci delle risposte.
Le importanti scoperte fatte sull’esistenza degli alieni
La Marina degli Stati Uniti ha pubblicato un video ufficiale dove si possono notare degli oggetti non identificabili, avvistati dai piloti della Marina, tra l’estate del 2014 e il marzo 2015. Nei rapporti vengono descritti come oggetti sprovvisti di motori visibili che non rilasciano scie di scarichi rilevabili con i sensori infrarossi, e che raggiungono un’altitudine di 9mila metri a velocità ipersoniche.
Il programma del Pentagono, l’Unidentified Aerial Phenomena Task Force, era nato con la funzione di “standardizzare la raccolta e la segnalazione” sugli avvistamenti di veicoli aerei inspiegabili e riferire al pubblico i risultati, entro 180 giorni dall’approvazione dell’Intelligence. Lo scopo però non è solo questo, ma anche scoprire se ci sono altre nazioni, cioè potenziali avversari, che utilizzano tecnologie dell’aviazione all’avanguardia e che possono essere una minaccia per gli Stati Uniti.
I veicoli non identificati riescono ad accelerare e cambiare direzione sfidando le leggi delle fisica, e si immergono in acqua per poi sparire. Insomma, per gli appassionati di Ufologia, questa è la conferma dell’esistenza dei veicoli volanti descritti in diversi testi antichi sanscriti, i Vimana.
Una spiegazione più razionale è appunto la sperimentazione di veicoli o missili ipersonici, che viaggiano a una velocità superiore a quella del suono, cioè circa 1.200 kilometri all’ora. Usa, Russia e Cina sono le uniche potenze ad essere in possesso di questa tecnologia avanzata per scopi militari.

Oltre ai dati emersi dal rapporto del Pentagono è stata fatta un’altra importante scoperta: un segnale radio proveniente da un pianeta, lontano dodici anni luce da noi, YZ Ceti b, che orbita attorno alla piccola stessa nana rossa YZ Ceti. Secondo gli scienziati della US National Science Foundation, il segnale captato sembra suggerire che il pianeta sia dotato di un campo magnetico, un requisito fondamentale per renderlo abitabile. Il campo magnetico è in grado di proteggere le forme di vita che ospita dalle radiazioni cosmiche. Inoltre, il pianeta interagisce con la propria stella e crea fenomeni simili alle aurore boreali, e ciò significa che è avvolto da un’atmosfera.
Joe Pesce, il direttore del programma per il National Radio Astronomy Observatory, ha dichiarato che:
“La ricerca di mondi potenzialmente abitabili o portatori di vita in altri sistemi solari, dipende in parte dalla capacità di determinare se gli esopianeti rocciosi simili alla Terra hanno effettivamente campi magnetici. Questa ricerca mostra non solo che questo particolare esopianeta roccioso ha, probabilmente, un campo magnetico, ma fornisce un metodo promettente per trovarne degli altri.”

Ad oggi non esistono prove concrete dell’esistenza degli alieni o altre forme di vita extraterrestri. Secondo Wenjie Song e He Gao, del Department of Astronomy at Beijing Normal University, riusciremo a metterci in contatto con una civiltà aliena tra 400.000 anni.
I due studiosi, grazie a una simulazione per trovare le CETI, ossia le civiltà extraterrestri comunicanti, ha raggiunto due conclusioni. La prima è che esistono 42.000 civiltà aliene sparse in tutta la galassia, e serviranno altri 2.000 anni per ottenere una comunicazione bidirezionale. La seconda conclusione è che esistono 111 civiltà extraterrestri e 400.000 anni per poterci mettere in comunicazione con loro.
“La vita delle civiltà è autolimitante, a causa di molte potenziali interruzioni, come problemi demografici, annientamento nucleare, cambiamenti climatici improvvisi, comete canaglia, cambiamenti ecologici, ecc. Se l’argomento apocalittico è corretto gli esseri umani potrebbero non ricevere alcun segnale da altri CETI prima dell’estinzione.”
A fine ottobre 2022 anche la Nasa a dato il via a un programma per studiare questi fenomeni inspiegabili. La speranza è quella di trovare un metodo scientifico per studiare questi fenomeni e gli alieni.
“La NASA ha riunito alcuni dei principali scienziati del mondo, da professionisti di elaborazione di dati a esperti di intelligenza artificiale e sicurezza aerospaziale, i quali avranno lo scopo di dirci come analizzare nel miglior modo i fenomeni Uap». David Spergel presidente della Simons Foundation

