igiene nel medioevo

Igiene nel Medioevo: ecco 3 strane credenze a riguardo

"L’igiene è la vera civiltà, perché è riassunta nelle due parole di moralità e agiatezza" Michele Levis

di Daniela Castiglia

Nel Medioevo il concetto d’igiene era molto differente dal nostro. Non esisteva l’acqua corrente nelle abitazioni, l’acqua calda se la potevano permettere in pochi, era diffusa la credenza che bagnarsi comportasse il rischio di contrarre malattie perché apriva i pori, e si credeva anche che il corpo umano a contatto con l’acqua, si debilitasse.

Il concetto d’igiene nel Medioevo

Questo non significa che nel Medioevo non si lavassero, ma diciamo che per diverse motivazioni, preferivano lavarsi a secco, strofinandosi con un panno bagnato. Molti medici dell’epoca sostenevano che il bagno servisse a riequilibrare il corpo affaticato, e a mantenere l’equilibrio tra gli umori. A quei tempi si credeva che, soprattutto le donne, i bambini e gli anziani, avessero un temperamento freddo, e che il bagno caldo li aiutasse a riequilibrare la temperatura. Si credeva inoltre che un bagno in acqua tiepida fosse un rimedio contro la febbre.

Miniatura che raffigura uomo e donna che condividono il bagno (igiene nel medioevo)
Miniatura che raffigura uomo e donna che condividono il bagno

I bagni pubblici erano diffusi nelle maggiori città europee ed erano utilizzati per comodità. Come già detto, l’acqua corrente non esisteva, e per riempire le vasche, che molte volte erano delle semplici botti di legno, bisognava fare tanti viaggi da casa alla fontana più vicina, e poi bisognava anche scaldarla l’acqua, e per farlo serviva tanta legna, molto costosa ai tempi.

Insomma farsi un bagno caldo a casa non era alla portata di tutti, anzi di pochi. Ci si limitava a lavarsi la faccia e le mani in un bacile, e il resto del corpo con un panno umido. Il sapone non era molto diffuso perché troppo costoso, che poi inizialmente veniva utilizzata una specie di sostanza ricavata da un mix di ceneri di faggio e grasso di capra, inventata dai galli secondo Plinio il Vecchio. Con l’arrivo degli arabi si cominciò ad utilizzare il loro sapone, decisamente meglio sotto tutti i punti di vista. Era colorato, profumato e aveva una consistenza decisamente migliore del grasso di capra.

Lavarsi nel Medioevo

Il bagno non era nemmeno un momento privato, a volte ci si lavava in due, magari marito e moglie. A volte anche tutta la famiglia nella stessa acqua. In ogni caso, i meno fortunati si potevano permettere un bagno completo, uno o due volte all’anno. Prima si lavava il capofamiglia, e poi il resto della famiglia. I neonati a volte venivano lavati in una tinozza più piccola di legno.

Ovviamente per i ricchi la storia era completamente diversa, potevano permettersi una tinozza d’oro o d’argento, e potevano contare sulla forza lavoro dei loro servi:

“Era buona norma che nel caso che il padrone volesse fare un bagno, venissero esposti dei panni attorno al letto, ognuno cosparso di fiori ed erbe verdi profumate e che ci fossero cinque o sei spugne per sedervisi o sdraiarvisi sopra. Il bagno durava un certo tempo e doveva chiudersi la porta. Doveva esserci un bacile pieno di erbe fresche riscaldate e si lavava il corpo con spugne morbide, e poi veniva sciacquato con acqua fresca, tiepida e profumata di rose. Quindi andava a letto, dopo aver indossato le calze ed essere stato asciugato con panni puliti”

Arturo Castiglioni, Storico in medicina
il rituale del bagno nel medioevo (igiene nel medioevo)
Il rituale del bagno nel Medioevo

Molti poemi cavallereschi ci raccontano il culto della pulizia della nobiltà. Quando arrivava uno straniero a corte, per accoglierlo si utilizzava preparargli un bagno caldo. Ci si lavava sempre le mani prima di ogni banchetto, e tra una portata e l’altra. I corredi dei ricchi erano provvisti di bacili di bronzo o d’argento. I ricchi più facoltosi facevano portare acqua profumata con petali di rose ai loro ospiti, una pratica molto diffusa per profumare il corpo.

“Mettete a bollire della salvia, poi scolate l’acqua e fate raffreddare fino a quando è tiepida. Mettetevi, come sopra, camomilla o maggiorana, oppure del rosmarino, e cuocete con scorza di arance. Vanno bene anche foglie di lauro”

Ménagier de Paris

I bagni pubblici

Tornando ai bagni pubblici, ad Aquisgrana Carlo Magno fece costruire un bagno pubblico in grado di ospitare oltre cento persone. Nell’anno Mille in Italia, le terme antiche furono rimesse in funzione. I bagni erano frequentati anche per socializzare, anzi per adescare e prostituirsi. Infatti la Chiesa condannava chi frequentava le terme, anche perché erano legate al mondo pagano. Il bagno aveva sì una valenza simbolica religiosa (perché connessa con il battesimo), ma per la Chiesa rappresentava anche un mezzo per indurre al peccato, perché connesso con la nudità.

bagno pubblico medioevale raffigurazione (igiene nel medioevo)
Bagno pubblico raffigurazione

Alcuni teologi consentivano il bagno solo in due occasioni: a Natale e a Pasqua. Pier Damiani invece era proprio contro la questione, e sosteneva che un monaco perfetto doveva essere sporco. Fortunatamente non tutto il mondo della Chiesa la pensava uguale, e in molte abbazie e monasteri, veniva incoraggiato l’utilizzo del bagno, perché non bisognava confondere santità con la sporcizia.

Le latrine pubbliche

Per quanto riguarda i bisogni fisiologici nel Medioevo, i comuni mortali utilizzavano le latrine pubbliche, con diversi posti di agiamento in pietra o legno. Erano realizzate lungo i corsi d’acqua e sui ponti, per favorire una evacuazione naturale degli scarichi e dei fanghi.

“Nelle maggior parte delle case non esistono né camini ne ritirate. Essi fanno i loro bisogni in un vaso o in dei piccoli recipienti ed i loro servitori, di mattino presto, li portano sulla loro testa verso il fiume. Ma per gli uomini esiste un grosso orinatoio e delle latrine sui bordi del fiume e ciascuno può andare quando vuole.”

Jehan Taccoen, signore di Zeilbeke
Latrina pubblica, particolare da Proverbi fiamminghi, di Pieter Brueghel il Vecchio
Latrina pubblica, particolare da Proverbi fiamminghi, di Pieter Brueghel il Vecchio

Fonti:

1) Vivere nel Medioevo. Donne, uomini e soprattutto bambini, di Chiara Frugoni (Autore).
2) Il corpo nel Medioevo, di Jacques Le Goff (Autore).
3) La vita quotidiana nel Medioevo, di Robert Delort.

Riproduzione Riservata ®

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