Un tango con i Matia Bazar. In vetta alla new wave italiana

Due parole su uno degli album migliori dei Matia Bazar

di Niccolò Bargellini

E dopo i Litfiba…

Proseguiamo il nostro viaggio nel panorama new wave italiano e dopo aver parlato dei Litfiba ci sembra corretto dedicare qualche riga sui Matia Bazar. Una vera e propria istituzione della musica italiana, i Matia Bazar hanno alle spalle una carriera quasi cinquantennale (nascono infatti nel 1975 a Genova), malgrado i continui cambi di formazione.

Uno dei loro massimi periodi di celebrità coincise con la pubblicazione dell’album ‘Tango’ (1983), uno dei capolavori della scena new wave italiana e forse uno dei suoi primi esempi. La formazione dell’epoca comprendeva Antonella Ruggiero (voce), Carlo Marrale (chitarra), Mauro Sabbione (tastiere), Aldo Stellita (basso) e Giancarlo Golzi (batteria). Mauro Sabbione, scomparso pochi mesi fa, è da ritenere uno dei maggiori responsabili della svolta new wave ed elettronica del gruppo, vista la sua maestria con le tastiere e la sua sensibilità per quelle che erano sonorità nuove nel panorama musicale italiano.

matia bazar

Un cambio di look

Per completezza, va detto che il precedente album dei Matia Bazar, ‘Berlino, Parigi, Londra’ (1982), che vedeva l’ingresso nella formazione di Sabbione, aveva già maturato diversi accenni ‘elettronici’, apparentemente insoliti per un gruppo che sin dalla sua fondazione aveva mostrato interesse verso il panorama più tradizionale e canonico della musica leggera italiana. Nel presentare il singolo ‘Fantasia’ a Discoring nel 1981 dopo due anni di inattività, il gruppo sfoggiò un look vicino alle sensibilità britanniche della new wave e del post-punk (completi scuri, cappotti di pelle, occhiali da sole), assieme alle tastiere di Sabbione e alla batteria elettronica di Golzi, decisamente una novità in Italia.

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I Matia Bazar in una tenuta più anni ’50

Delle splendide vacanze romane

Il 1983 è l’anno di ‘Tango’, settimo album in studio del gruppo. Il singolo di punta del disco, ‘Vacanze romane’, venne presentato in concorso al Festival di Sanremo, aggiudicandosi il quarto posto e un notevole successo di critica e di pubblico. ‘Vacanze romane’ è un sontuoso manifesto della new wave italiana, arricchito da un arrangiamento lussuoso che spazia dall’elettronica di gusto britannico alla musica barocca dei violini italiani e alle sonorità mediterranee in generale.

Il testo criptico e i continui riferimenti agli anni ’50 e alla magia grandiosa di Roma, il tutto cantato dalla voce lirica e fascinosa della Ruggiero fa il resto per un brano assolutamente memorabile: per l’atmosfera elegante e decadente che crea, il brano sembra quasi rimandare a ‘Fade to Grey’ dei Visage. Il lato B del singolo ‘Vacanze romane’ è ‘Palestina’, un brano prevalentemente elettronico con diversi accenni di musica mediorientale e un testo sempre criptico e immaginifico, con un crescendo quasi tragico nel ritornello, dove viene scandito più volte il titolo del brano. Impossibile non pensare ai rimandi con la situazione politica della Palestina, ieri come oggi.

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La copertina di ‘Tango’

Altre tracce

Elettrochoc’, secondo singolo promozionale dell’album, vede la presenza di Enzo Jannacci ed è senz’altro uno dei brani più veloci dell’album, con un ossessivo pattern di drum machine in sottofondo e una trascinante sequenza di synth bass. ‘Il Video Sono Io’ combina sempre sonorità elettroniche molto curate e un’atmosfera quasi da locale notturno, grazie come sempre alla suadente voce della Ruggiero. Chiude il disco ‘I Bambini di Poi’, che malgrado l’arrangiamento elettronico, rimanda a sonorità più tipiche della musica leggera italiana.

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I Matia Bazar con Enzo Jannacci

Un disco importante

Complessivamente l’album fu un ottimo successo per i Matia Bazar, che proseguirono con le sonorità new wave e synth-pop sull’album seguente, ‘Aristocratica’ (1984). ‘Tango’ resta senz’altro uno dei capolavori della scena new wave italiana, la cui eredità deve essere ancora raccolta da un pop italiano non più al livello della scena internazionale.

Forse ingiustamente dimenticato, o ricordato solo per ‘Vacanze Romane’ dai più, ‘Tango’ è in realtà un album prodotto e confezionato in maniera magistrale, un’ottima rappresentazione di una delle migliori fasi artistiche dei Matia Bazar e del pop italiano tutto. Forse chi ha speso gli ultimi anni a elogiare fenomeni effimeri e piuttosto privi di visione come l’it-pop, scomparso nell’arco di due anni senza lanciare traccia, dovrebbe farsi due domande sul perché l’Italia non produca più pop (o musica in generale) rilevante internazionalmente.

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I Matia Bazar con il loro look da vacanze romane

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