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Shiva

Shiva e un disco ancora acerbo

Milano passa da blu a rossa

Shiva, classe 99

Uno dei rapper più celebrati del momento, coi suoi brani che non mancano mai di diventare un trend su TikTok: Shiva, rapper di Milano Ovest.
Una viralità degna del suo concittadino Rondodasosa, anche lui quasi onnipresente sul social.
Col collega oltre alla giovane età condividono la fascinazione verso i colori delle due gang più celebri d’America: i Blood e i Crips.

Shiva infatti viene spesso raffigurato e vestito di rosso, colore dei Bloods, e Rondodasosa di blu, come i Crips.
Persino le copertine dei loro due nuovi dischi mantengono questi colori, con una Milano che si colora quindi prima di blu e poi di rosso.

Richiami che rimangono solo ed esclusivamente all’aspetto esteriore.
Le bandane in entrambi i casi sono solo estetiche, che non rimandano a nessuna effettiva appartenenza ai gruppi citati.

Trenches baby copertina rondo shiva
Rondodasosa (vestito appunto di Blu) sulla copertina di Trenches Baby

Il quarto disco ufficiale

Nonostante la giovane età, Shiva è tutt’altro che al primo disco.
‘Milano Demons’, uscito lo scorso venerdì infatti, è il quarto disco ufficiale del rapper.
Il progetto infatti, è l’EP ‘La via del guerriero’ del 2014, registrato da Shiva quindicenne.
Il rapper rimane quasi irriconoscibile: oltre al cambiamento di voce, l’attitudine e l’immaginario dell’artista è completamente diverso rispetto a quello odierno.

Cambi di stili negl’anni

Shiva stupisce particolarmente per i suoi cambiamenti piuttosto radicali.
Dal 2017 infatti, il giovane rapper di Milano Ovest è passato da un’attitudine creata su liriche e introspezione, figlia di una scuola di giovani prodigi made in Honiro, fino ad arrivare ad abbracciare completamente la visione della trap fatta in Italia, con Sfera e Guè come capisaldi.
Un cambio dettato dai tempi, ma che ha portato al successo il rapper, portandolo a un’uscita del nuovo disco segnata da un milione di stream nelle prime ventiquattro ore.

La maturità?

Il quarto disco quindi, dopo una carriera di quasi 8 anni, ha portato alla maturità l’artista?
‘Milano Demons’ è quindi la prova di quello che può e potrà dare Shiva?
Ovviamente no, o meglio: L’ultimo LP è una raccolta di buoni brani dell’artista con poco collegamento l’uno all’altro, se non quello di essere creati in quest’ultimo periodo di produzione trap dell’artista.

Un’ora di disco

Una compilation di brani come ormai ci stanno abituando tutti gli artisti della scena trap in Italia.
Sempre il suo collega “blu” con “Trenches Baby” ha compiuto la medesima operazione, come già abbiamo visto su queste pagine.
Un’ora di canzoni che potevano essere rilasciate come singoli, con poca sperimentazione, quasi inesistente in ‘Milano Demons’

shiva
Shiva nel video del singolo ‘Take 4’

Solo per fan che non chiedono di più

Anche in questo caso, “Milano Demons” di Shiva è solo ed esclusivamente un album per chi è già fan dell’artista, e che non vuole altro rispetto a quello che ha già sentito.
Shiva non inventa niente, non rinnova sé stesso e non prende ispirazione da altri: rimane fermo, stantio, senza neanche osare sulla linea dei featuring.

Lazza, Geolier, Sfera Ebbasta; artisti con cui Shiva ha collaborato più volte e i cui nomi si sentono ormai in ogni disco uscito in questo ultimo periodo.
Già meglio invece per Slings, Federica Abbate e Rhove, nomi che hanno ancora molto spazio per sperimentare, ma che rimangono attaccati a quanto fatto da Shiva nell’LP.

Niente di salvabile?

Le produzioni meritano una loro ultima parentesi.
Adam Eleven, Drillionaire, Daves the Kid, Madfingerz sono i principali produttori del disco, ma nulla brilla particolarmente. Buone strumentali e ottimi beat, certo, ma che come ogni cosa nel nuovo lavoro di Shiva non si muovono e non si sviluppano, ribadiscono solo quanto abbia già fatto il rapper.

Niente che quindi riesca a far uscire una particolare anima a questo disco, che rimane un buon prodotto senza nulla di più.

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