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La storia infinita: tutte le curiosità sulla colonna sonora

Breve excursus sulla colonna sonora di un celebre film

Un film ormai iconico

Il film ‘La Storia Infinita’ (1984), basato sul celebre romanzo del 1979 di Michael Ende e diretto dal regista tedesco Wolfgang Petersen, è entrato di diritto nel pantheon dei film per l’infanzia che qualunque bambino nato dagli anni ’70 in poi ha sicuramente visto.

Di produzione tedesca, vero e proprio kolossal del cinema per bambini, anche se disconosciuto da Ende stesso, che addirittura intentò causa (fallendo) alla produzione per vedere il suo nome rimosso dai titoli di testa, il film riscosse subito un elevato successo commerciale e di critica.

Come dimenticare del resto il coraggioso eroe Atreiu, il timido e represso Bastian, la dolce Infanta Imperatrice e il bizzarro e dolce FortunaDrago Falkor, senz’altro d’impatto per le animazioni dell’epoca. Con il nome di ‘La Storia Infinita’ resta nella memoria collettiva anche la colonna sonora, composta e interpretata da personaggi decisamente particolari.

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Una colonna sonora calzante

La maggior parte della colonna sonora venne composta da Klaus Doldinger, musicista jazz tedesco che aveva già collaborato precedentemente con Petersen, ad esempio per la colonna sonora di ‘Das Boot’ (in Italia noto come ‘U-Boot 96’), acclamato e forse insuperato film di guerra sottomarina realizzato nel 1981. Doldinger si ritrovò a collaborare con Giorgio Moroder, compositore italiano di musica disco di cui abbiamo già parlato qui e qui, che curò in particolare il singolo di punta della colonna sonora.

Complessivamente, i temi strumentali funzionano bene, aggiungendo pathos e drammaticità dove necessario e aiutando lo spettatore a immergersi nella visione. ‘La Storia Infinita’ alla fine altro non è che la riproposizione moderna, e per bambini, di un racconto epico ambientato in un contesto fiabesco, quasi fantasy: la colonna sonora riesce a essere sia fiabesca sia epica, impiegando sapientemente la strumentazione di moda all’epoca, soprattutto le tastiere.

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Giorgio Moroder in uno scatto recente

La punta di diamante

Il gioiellino della colonna sonora resta però il brano ‘Never Ending Story’, composto dallo stesso Moroder assieme a Keith Forsey, un’altra eminenza della musica disco e pop anni ‘80: ad esempio, Forsey compose la celebre ‘(Don’t You) Forget About Me’, poi affidata all’interpretazione dei Simple Minds. Il brano, poi pubblicato come singolo, venne affidato a Limahl, ex cantante dei Kajagoogoo lanciatosi da poco nella carriera solista.

Per chi non lo sapesse, i Kajagoogoo furono un gruppo new romantic inglese di breve vita: pubblicarono un solo album in studio, ‘White Feathers’, nel 1981, addirittura prodotto da Nick Rhodes, tastierista dei Duran Duran. I più curiosi possono andare ad ascoltare ‘Too Shy’, il singolo di punta dell’album. ‘Never Ending Story’ resta la canzone più nota di Limahl da solista e ben si adatta al film con la sua atmosfera onirica, rilassata ma sicuramente orecchiabile.

Personalmente la trovo molto simile al gusto compositivo del Nik Kershaw di ‘The Riddle’, con qualche inserto qua e là di suoni esotico-tribali, un riferimento all’ambientazione fantasy del film e forse anche alla world music che iniziava a diventare di moda.

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Limahl e la sua particolare capigliatura

Due compositori d’eccezione

Nello stesso anno, il fortunato duo Moroder-Forsey riuscì ad aggiudicarsi il premio Oscar alla migliore canzone per ‘Flashdance… What a Feeling’, canzone di punta dell’omonimo film, ben noto anche per includere ‘Maniac’ di Michael Sembello. Le incursioni di Moroder nel mondo delle colonne sonore continueranno con la composizione di ‘Take My Breath Away’, brano inserito nel film ‘Top Gun’ e che gli fruttò un altro Oscar alla miglior canzone.

Parallelamente, Forsey co-scrisse le colonne sonore di ‘Beverly Hills Cop’ (ad eccezione del tema principale, scritto da Harold Faltermeyer) e di ‘Breakfast Club’, una commedia generazionale per adolescenti, vincendo comunque un Grammy per la prima e guadagnando un notevole successo commerciale per la seconda. Ma questa è davvero una storia infinita

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Cara e Forsey alla premiazione degli Oscar 1984
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