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Il caso Spotlight: lo scandalo che sconvolse la Chiesa

Oggi il tradimento pesa sulla Chiesa come una nube scura (Cardinale Bernard F.Law)

Giugno 2001, il cardinale Bernard F.Law ammette di aver assegnato diciassette anni prima, l’incarico di vicario in una parrocchia al reverendo John J. Geoghan, sapendo che il prete era stato accusato di molestie sessuali nei confronti di sette bambini della parrocchia. Da qui parte lo scandalo denominato Il Caso Spotlight che sconvolse la Chiesa.

Una storia che coinvolse un vasto numero di preti, che hanno abusato sia della fiducia a loro accordata, sia dei bambini a loro affidati. La storia di vescovi e cardinali che hanno ordinato, spalleggiato, protetto e ringraziato i preti abusanti, nonostante le prove schiaccianti a loro carico. La storia delle vittime che per anni hanno sofferto in silenzio, nella vergogna, prima di trovare il coraggio di denunciare. La storia di vescovi e cardinali che invece di proteggere i membri più vulnerabili del loro gregge, li hanno esposti al pericolo.

Il Caso Spotlight: il team

Il team del Boston Globe, lo Spotlight Team, formato da Marty Baron e Ben Bradlee, Walter Robinson, Mike Rezendes, Sacha Pfeiffer e Matt Carroll, si era già occupato del caso nel 1997. Lo staff investigativo aveva rivelato che la sospensione per malattia, imposta al reverendo Geoghan, era avvenuta in seguito alla denuncia pervenuta ai funzionari ecclesiastici. Una donna lo aveva accusato di aver molestato i suoi figli. Il team cominciò a indagare più a fondo per capire se quello di Geoghan era un caso isolato, o se esistevano altri casi.

La risposta a questa domanda viene rivelata all’inizio del 2002, attraverso una serie di reportage. Un duro colpo viene sferrato alla Chiesa cattolica. Gli investigatori del Globe si accorsero presto che Geoghan era solo la punta dell’icerberg. Law, i suoi vescovi e i loro predecessori, avevano spostato i preti pedofili come pedine su una scacchiera.

“Dalla metà degli anni Novanta, oltre centotrenta persone hanno reso testimonianze agghiaccianti sulla loro infanzia, accusando l’ex sacerdote Geoghan di averle molestate o stuprate in trent’anni di sfrenate violenze in cinque o sei parrocchie nell’area metropolitana di Boston. Quasi tutte le vittime erano bambini in età scolare. Uno di loro aveva appena quattro anni.”

Il caso Spotlight

Il caso Spotlight: l’inchiesta

Il Globe ha pubblicato oltre seicento articoli sugli abusi sessuali perpetrati dai membri del clero, avvalendosi dei documenti scottanti della Chiesa stessa, per mostrare come le più alte autorità avevano insabbiato gli abusi e protetto i preti pedofili. L’entità degli abusi era molto più vasta di quanto chiunque avesse mai sospettato.

In poco tempo altre diocesi, messe sotto pressione dai media, si convinsero a controllare tra i loro archivi in cerca di denunce passate, segnalandole alle autorità competenti.

Nonostante le ammissioni del cardinale Law, e l’avvio di una politica di tolleranza zero, la Chiesa viene travolta da un fiume in piena. Molti cattolici chiesero le sue dimissioni. I legislatori dello stato approvarono un decreto che imponeva al clero di riferire alle autorità secolari ogni abuso sessuale. I procuratori cominciarono a emettere mandati di arresto nei confronti dei preti.

L’arcidiocesi di Boston aveva segretamente patteggiato diverse denunce, e risarcito le vittime in privato. Per anni questo sistema aveva funzionato e la Chiesa era riuscita a tenere nascosto tutto. Anche quando le denunce arrivavano in tribunale, molti giudici acconsentirono alla confisca della documentazione, nascondendo così all’opinione pubblica l’esito delle cause e ogni traccia di esse.

L’opinione pubblica si mostrava sempre più delusa. Molti avevano smesso di destinare fondi all’arcidiocesi. Dopo tre mesi di scandalo, il Vaticano prese posizione riguardo il caso Spotlight. Il Papa Giovanni Paolo II convocò tutti i cardinali americani, per una riunione di emergenza.

“Alle vittime e alle loro famiglie, ovunque si trovino, esprimo il mio profondo senso di vicinanza e solidarietà.” Giovanni Paolo II

Una piaga che infettò Boston, l’intero continente nordamericano, e si spinse fino all’Europa, l’Australia e anche qualche paese dell’America latina. Il caso Spotlight si trasformò in una storia di risonanza internazionale, e ci mostra come i diritti degli inermi vengono calpestati dal potere delle istituzioni.

Il caso Spotlight: le condanne

il caso spotlight grafico
Accuse di pedofilia di presbiteri statunitensi per anno (rapporto John Jay, 2004)

Nel 2002 la conferenza episcopale statunitense commissionò uno studio dettagliato sul fenomeno al John Jay College of Criminal Justice della City University of New York, che è riconosciuta come la più autorevole istituzione accademica degli Stati Uniti in materia di criminologia. Lo studio, che venne pubblicato nel 2004 con il titolo John Jay Report, convalidò 6.700 accuse contro 4.392 sacerdoti e diaconi in carica negli Stati Uniti dal 1950 al 2002, circa il 4% di tutti i 109.694 sacerdoti che hanno prestato servizio durante il periodo coperto dallo studio. Le accuse di crimini a sfondo sessuale con minori sono state molte di più, 10.667, ma quelle ritenute credibili solo 6.700, che hanno appunto riguardato il 4% dei presbiteri. Dei 4.392 accusati, 1.021 (24%) sono stati segnalati alla polizia, 384 processati, 252 (6%) condannati e più di 100 (2%) hanno ricevuto pene detentive. Il che significa che le condanne penali definitive di preti pedofili negli Stati Uniti sono state nel periodo 1950-2002 poco più di una all’anno. (Wikipedia)

I giornalisti investigativi del caso Spotlight vinsero nel 2003 il premio Pulitzer per il servizio pubblico. Sulla vicenda è stato pubblicato un libro, Tradimento – Il caso Spotlight, poi trasformato in un film.

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