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La censura colpisce 5 copertine di album musicali immortali

La mia libertà finisce dove scatto la foto sbagliata

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La censura colpisce la cultura su tanti fronti

Se volessimo fare una piccola riflessione riguardo il tema della censura (specie nel campo della musica) potremmo sicuramente ipotizzare che oggi, nei nuovi anni ’20, l’argomento non possa che essere ancora di più all’ordine del giorno. Come avevo infatti detto in questo articolo sul confronto generazionale all’alba della Rivoluzione Digitale, le giovanissime generazioni sentono ancora di più il bisogno di condividere e rapportarsi ai temi delle libertà individuali, di espressione e di parola. Logico pensare dunque che, dove se non nell’arte, questo bisogno intrinseco della nuova società sarebbe stato espresso e, in alcuni casi, radicalizzato?

Va detto che questo atteggiamento non è sicuramente nuovo nell’ambiente. Tantissimi sono stati i casi nella storia di repressioni censoree a favore di artisti, pittori, letterati. La cultura (ove oggettivamente dimostrata) ha sempre spaventato il potere. È la vecchia storia secondo la quale ”se pensi troppo potresti scoprire gli inganni” che spaventa da sempre governi, istituzioni, elité.

La censura in 5 copertine di album celebri

La musica, e il modo di commerciarla, hanno diversi aspetti che possono portare alla censura. Questa è stata tantissime volte applicata nei confronti di testi delle canzoni: il più delle volte si è trattato di una censura di tipo politico, altrettante di carattere religioso (tendenzialmente in diminuzione) e ancora altre volte di tipo privato. Ma un vero artista riesce a esprimere se stesso a pieno e non soltanto attraverso la sua forma d’arte principale. Ecco allora intervenire la censura anche sulle copertine degli album perché chi lavora nella musica lo sa: prima arriva la copertina, dopo la canzone.

No love deep web

La prima copertina sarà censurata totalmente da me e, se volete vederla, potete farlo da questo link. L’artwork di questo album dei Death Grips arriva, è proprio il caso di dirlo, dritto al punto! Si tratta di un pene eretto sul quale, a pennarello, è scritto il nome dell’album (spoilerato).

Nevermind

censura Nirvana

Celeberrima è la vicenda di questa copertina iconica dei Nirvana. Si è infatti chiusa da poco (con il respingimento dell’accusa di pedopornografia) la causa intentata da Spencer Elden per essere stato fotografato nudo sulla copertina di questo album indimenticabile. L’immagine è diventata famosa in tutto il mondo e ha sicuramente contribuito a rendere il disco intero una pietra milare della musica di tutti i tempi. Oltre all’ormai rassegnato Elden, è lunga la fila di istituzioni che, in giro per il mondo, hanno censurato la copertina di Nevermind. Famosa è la catena di supermercati statunitensi Wallmart che, per censurare il pene del neonato, apportava su quel punto della copertina adesivi promozionali.

Wish you were here

censura wish you were here

Anche i Pink Floyd nella lista nera della censura. È accaduto con la copertina di Wish you were here. Le storie che ruotano intorno a questo artwork, e alla sua realizzazione, sono incredibili: basti pensare che le fiamme non sono state aggiunte a computer ma, molto più semplicemente, i due ritratti nella foto sono stuntmen, uno dei quali sta letteralmente andando a fuoco. Girano voci da quel set secondo le quali l’uomo si sia bruciato i baffi durante l’operazione a causa di un fastidioso vento contrario. La censura alla copertina è avvenuta perché molta parte dell’opinione pubblica si era detta turbata dalla violenza intrinseca immortalata nella scena.

Anarchy

Destino censurato anche per i mitici Chumbawamba, resi celebri dal brano Tubthumbing (per quelli ”giovani come me”, la colonna sonora di ”World cup 98”by EA Sports. Nel caso specifico dell’album Anarchy, la copertina odierna non rispecchia in nessun modo l’idea originaria che consisteva nella testa di un bambino che usciva dal ventre della donna durante un parto.

world cup 98 artwork
Vi sblocco un ricordo

Unfinished Music No. 1: Two Virgins

Volevano solamente esprimere il loro smarrimento di viaggiatori in questo mondo che andava sempre di più verso la modernità il buon vecchio John Lennon e la cara Yoko Ono. Soltanto che, per esternare questo sentimento e stato d’animo hanno scelto di posare totalmente nudi nella loro camera da letto. Questo è bastato per censurare la copertina di questo mini album e renderla come potete ammirare nel collegamento qui sotto.

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