ARTICOLO
L'Antitesi
Coldplay

Maneskin e Coldplay, ogni movimento un disastro

Bene o male purché se ne parli? Anche no

I coldplay in Italia

A meno che la vostra vita non venga condotta dalle profondità di una grotta, credo sappiate chi siano i Coldplay.
Quelli di ‘Viva la Vida’, ‘Fix You’, ‘Yellow’ e un altro numero infinito di canzoni di successo enorme.
Credo che un buon numero di persone sulla faccia della terra debba alla band britannica almeno un momento speciale, qualsiasi natura questo abbia.
Me compreso.
Quasi troppo facile perdersi nelle loro canzoni, come persino i nostrani Pinguini Tattici Nucleari ci hanno fatto notare:

E ti cantavo Fix You
per farti dormire quando il mondo ti teneva sveglia

-‘Ridere’, Pinguini Tattici Nucleari

Ma perchè ne parliamo?

Trovare da dire ai Coldplay è sinceramente difficile.
Oltretutto i bravi ragazzi londinesi sembrano essere tra i pochi artisti internazionali a non essersi dimenticati dell’Italia nei loro tour, portando fino a 6 date nel nostro Belpaese.
Nel 2023 infatti si avranno i seguenti concerti: 21 e 22 Giugno a Napoli e 25, 26, 28 e 29 a Milano.
Un successo incredibile, una sparizione totale dei biglietti, che sono diventati subito difficili da trovare, se non a prezzi irraggiungibili.

Ancora bagarinaggio, nel 2022

La vendita dei biglietti è stata anche in questo caso colpita da uno dei più grandi mali della vendita di biglietti online il bagarinaggio.
Biglietti subito esauriti per essere rivenduti a prezzi impossibili, in siti diversi da quello originale.
Una logica del profitto che non risparmia nessuno, ogni bene ha un costo maggiore in mancanza di materia prima, ma per fortuna, vista l’entità del danno creatosi, sono intervenute le forze dell’ordine per arginare quanto stava succedendo.
Difatti, su alcuni siti di rivendita è apparso questo messaggio:

sito sequestro
Messaggio della guardia di Finanza su un sito sequestrato

Dai Coldplay ai Maneskin

I Coldplay quindi, cadono in parte nell’occhio del ciclone, con numerose truffe fatte a loro nome, vista l’esagerata richiesta di biglietti e la poca disponibilità di questi.
Ovviamente la band non ha nessuna colpa attiva, ma la questione della rivendita torna sempre alla ribalta ogni qualvolta ci sia un grande concerto in Italia: possibile non ci sia mai modo di arginare quanto accada?

Le “rockstar” quindi, in un modo o nell’altro, fanno sempre parlare di sé.
I Maneskin infatti, non sono stati da meno questa settimana, finendo censurati nell‘esibizione internazionale tenutasi per gli MTV awards.

L’occhio della censura

Quanto successo in realtà, è solo un “malfunzionamento” dei particolari abiti di scena che caratterizzano la band ormai da anni.
L’esibizione è andata perfettamente, ma è stata ripresa quasi ed esclusivamente con campi lunghi e senza prendere nel dettaglio nessuno dei componenti della band.
Questo dovuto dal fatto che alla bassista Victoria sia cascato il copricapezzolo, unico indumento che le copriva il seno.
La band si è quindi ritrovata a vincere il premio come “miglior video alternativo” (vincendo addirittura contro band come i Coldplay) ma non sono stati riconosciuti per questo, portando a casa un video dell’esibizione amaro, particolarmente piatto e noioso.

maneskin
I Maneskin

Nella polemica sempre le rockstar

Incredibile però, come due band dal così grande successo e grandi risultati mediatici siano sempre vittima di critiche e commenti negativi dati da organizzazioni distanti dalle loro persone.
Sembra quasi infatti, che siano diventate le stesse “rockstar” i figli ubbidienti e tranquilli, ma che siano gli organizzatori, o comunque chiunque orbiti attorno a queste grandi realtà a dare un cattivo esempio.

Insomma: gli atteggiamenti che sembrano circondare le band sono disorganizzazione e disinteresse, atteggiamenti che sembrano più vicini alle rockstar degl’anni ’60/’70 che a lavoratori del mondo dello spettacolo. Da un altro lato però, sembra quasi che ogni errore in questo campo sia per mettere in qualsivoglia modo in risalto le band in questione, ma non abbiamo superato il concetto che ogni pubblicità sia buona pubblicità?

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