elvis costello guitar

Ladies and gentlemen, Elvis Costello! (1977)

Un esordio decisamente atipico

di Niccolò Bargellini

Da Presley a Costello

Sebbene non sia mai stato molto considerato in Italia, Elvis Costello fu parecchio popolare nell’Inghilterra a cavallo tra anni ’70 e ’80 (e non solo). All’anagrafe Declan Elvis Patrick MacManus, Costello è in realtà figlio d’arte e si appassiona sin da giovane a rock, jazz e musica classica. Vivendo non lontano da Liverpool, Costello entra velocemente in contatto con la scena new wave e punk locale. Con uno stile decisamente retrò con occhiali da vista à la Buddy Holly e giacche dai colori autunnali, Costello non sembra intonato in alcun modo con la nascente moda punk, che prevede ben altro tipo di vestiario e di comportamento. Già dai primi anni ’70, si fa le ossa suonando in diversi locali e si mantiene lavorando come impiegato.

elvis costello grey

Un esordio di successo

Registrato tra 1976 e 1977 in sei sessioni in studio da quattro ore ciascuna, ‘My Aim Is True’ rappresenta l’esordio solista di Elvis Costello, ed è tuttora considerato uno dei suoi migliori album. Pubblicato per l’etichetta indipendente Stiff, l’album condivide a prima vista ben poco con il mondo punk, se non per una produzione grezza e volutamente non curata. A livello di sonorità, l’album rispolvera generi all’epoca apparentemente superati come il rock ‘n roll e il rockabilly, cercando di rinverdire il tutto con qualche sfumatura new wave e di pub rock (un genere già praticato da Costello sin dal 1974). L’anima più punk di Costello emerge però nei testi, satirici verso la società inglese e che non disdegnano anche un certo tipo di impegno politico (sebbene molto velato). L’album ottiene un discreto successo commerciale e lancerà Costello verso una carriera decisamente fortunata.

elvis costello now
Costello in uno scatto recente

Dissezione dell’album

‘My Aim Is True’ si apre con l’inno anti-lavorista di ‘Welcome to the Working Week’, per poi lasciare posto al simil-pop anni ’60 di ‘No Dancing’ (che quasi ricorda ‘Be My Baby’ delle Ronettes) e al soul misogino di ‘Alison’, una delle canzoni più celebri del repertorio di Elvis Costello. Altro pezzo celebre dell’album è ‘Less Than Zero’, un forte attacco a Oswald Mosley, storico leader dell’Unione Britannica dei Fascisti, criticato da Costello per le sue ripetute uscite alla televisione ma che nessuno si sente in dovere di reprimere, come se le parole contassero ‘meno di zero’. L’album prosegue con il rock ‘n roll à la Presley di ‘Mistery Dance’ e si chiude con l’amara ‘Waiting for the End of the World’. Complessivamente un album leggero e di facile ascolto, forse un po’ monotono visti gli stili impiegati ma comunque interessante come ulteriore tassello della rivoluzione new wave e punk nell’Inghilterra del 1977.

elvis costello my aim is true
La copertina di ‘My Aim Is True’ in versione colorata

Un importante indizio visivo

La copertina, originariamente stampata in tonalità grigia, rimanda come detto prima all’estetica del primo rock ‘n roll bianco di fine anni ’50: Elvis Costello richiama contemporaneamente Buddy Holly con i suoi occhiali dalla montatura importante ed Elvis Presley con la sua famosa posa a gambe divaricate e piegate. Alla fine, Costello ci aiuta a svelare il grande non detto dietro il punk: per uccidere il padre, che metaforicamente sarebbe il rock certosino ed elaborato dei primi anni ’70, i seguaci del punk hanno dovuto riscoprire i nonni, cioè il primo rock ‘n roll e il garage rock, scanzonati, brutali e anticonformisti, esattamente ciò che i punk volevano essere nuovamente. Va detto che Costello abbandonerà velocemente le sonorità rock ‘n roll, convertendosi poi verso un pop d’autore sempre venato da testi sarcastici e satirici.

elvis costello buddy holly

Insospettabili fan e dove trovarli

Elvis Costello è molto apprezzato da Bret Easton Ellis, scrittore americano, che non manca mai di citare le sue canzoni nelle proprie opere. Infatti, ‘Less Than Zero’ è il titolo del romanzo d’esordio di Ellis, pubblicato nel 1985, e il seguito, ‘Imperial Bedrooms’, riprende l’album di Costello ‘Imperial Bedroom’ pubblicato nel 1982. Patrick Bateman, protagonista e voce narrante del romanzo ‘American Psycho’, cita l’album d’esordio di Costello, storpiandone il titolo in ‘My Aim Is You’ e accreditandolo erroneamente come seconda opera dell’artista.

ellis elvis costello
Bret Easton Ellis

Riproduzione Riservata ®

Altri articoli in

Future Vintage
Depeche mode

Costruire i Depeche Mode (1984-1989)

di Niccolò Bargellini
5 mesi fa
Future Vintage
wright
Evergreen

‘Wet Dream’ di Richard Wright (1978)

di Niccolò Bargellini
11 mesi fa
Future Vintage
Lucio Battisti Album Bianchi
Evergreen

Gli ultimi due album bianchi di Lucio Battisti (1992-1994)

di Niccolò Bargellini
12 mesi fa
Future Vintage
lucio battisti bianchi
Evergreen

Gli album bianchi di Lucio Battisti (1988-1990)

di Niccolò Bargellini
1 anno fa
Cerca
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
Aiutaci a crescere!
NUOVA PLAYLIST
ULTIME USCITE EMERGENTI
SEGUI