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Roma: ti dico 5 cose da fare nella città eterna

Consigli e indirizzi utili per muoversi nella città eterna

Roma: prova a leggerla al contrario

Romani non si nasce ma si diventa. E’ questo il grande potere della città eterna. Difficile abbandonarla dopo averne compreso l’essenza. Maestosa, elegante e un po’ sorniona. Un passato storico che riecheggia nelle sue strade, una città dai mille volti ma da un’unica anima. Troppo maltrattata e poco valorizzata, riesce nonostante questo, a non perdere mai il primato di caput mundi. Perché infondo, a Roma, le si perdona tutto.

1. Trastevere

Tappa d’obbligo. La Roma trasteverina è viscerale, cuore pulsante della città e centro assoluto della movida capitolina. Un dedalo di viuzze dove la vita scorre lenta durante il giorno, per poi animarsi dal tramonto in poi. Per gli amanti dei libri da non perdere la libreria Almost corner Bookshop, con pubblicazioni rigorosamente in inglese.

Indirizzi utili: Ristorante Trapizzino, Piazza Trilussa 45

2. Giardino degli Aranci

I punti panoramici dai quali ammirare la città non mancano, ma se dovessimo sceglierne uno potremmo pensare a quello del Parco Savello, detto Giardino degli Aranci. Adagiato sul colle Aventino, è ritrovo di turisti e romani specie durante le belle giornate di primavera. La vista è notevole e il giardino si trova vicino al famoso buco della serratura dell’Ordine di Malta, dal quale potrete ammirare il Cupolone da un una prospettiva insolita. Provare per credere.

Indirizzi utili: Rosso Eat Drink Stay, Viale Aventino 32

Buco di Roma

3. Parco degli Acquedotti

Roma gode di diversi polmoni verdi, ma decidiamo di conferire il primato di “parco più bello della capitale” a quello degli Acquedotti. Un posto magico che vi farà letteralmente dimenticare di trovarvi in una metropoli. Diversi infatti i punti “bucolici” che potrete trovare al suo interno. I maestosi archi dell’antico acquedotto, creano una cornice storica unica che si sposa perfettamente con il verde circostante. Un posto per rigenerarsi dal trambusto cittadino e se possibile da visitare al tramonto: il sole che muore dietro agli archi è unico nel suo genere.

Indirizzi utili: 692 Secret Garden, Via Tuscolana 692

Parco degli Acquedotti

4. Pigneto

Rivelazione degli ultimi anni. Da borgata a quartiere radical chic il passo è breve, o quasi. Ha subìto una vera e propria trasformazione nell’ultimo decennio. Periferia del quadrante sud est raccontata da Pasolini, è divenuto il centro letterario d’eccellenza della capitale, nonché zona di movida tra le più conosciute d’Italia. L’isola pedonale è teatro di numerosi locali, librerie indipendenti e centri culturali. Il Pigneto più che un quartiere è un vero e proprio paese da scoprire tra le grandi arterie romane.

Indirizzi utili: Necci dal 1924, Via Fanfulla da Lodi 68

5. Amare Holi Beach

Ebbene sì, in questa guida “alternativa” dedicata alla capitale, abbiamo voluto inserire anche un indirizzo insolito al quale probabilmente non avete pensato. A Roma c’è anche il mare, o più precisamente, non lontano da Roma c’è anche il mare. Il litorale laziale ospita numerosi locali sulla spiaggia tra i quali spicca l’Amare Holi Beach, una spiaggia ispirata alla tradizionale festa indiana dei colori. Per lasciarsi decisamente alle spalle le grigie giornate invernali.

Indirizzo: Amare Holi beach, via Ghilarza 67 Passoscuro RM

Dove vai per le strade di Roma,
sui filobus o tram in cui la gente,
ritorna? In fretta, ossesso, come,
ti aspettasse il lavoro paziente,
da cui a quest’ora gli altri rincasano?
E’ il primo dopocena, quando il vento,
sa di calde miserie familiari,
perse nelle mille cucine, nelle,
lunghe strade illuminate,
su cui più chiare spiano le stelle.

Nel quartiere borghese, c’è la pace,
di cui ognuno dentro si contenta,
anche vilmente, e di cui vorrebbe,
piena ogni sera della sua esistenza.
Ah , essere diverso – in un mondo che pure,
è in colpa – significa non essere innocente…
Va, scendi, lungo le svolte oscure,
del viale che porta a Trastevere:

ecco, ferma e sconvolta, come,
dissepolta da un fango di altri evi,
a farsi godere da chi può strappare,
un giorno ancora alla morte e al dolore,
ha ai tuoi piedi Roma…
Scendo, attraverso Ponte Garibaldi,
seguo la spalletta con le nocche,
contro l’orlo rosicchiato della pietra,
dura nel tepore che la notte,
teneramente fiata, sulla volta,
dei caldi platani. Lastre d’una smorta,
sequenza, sull’altra sponda, empiono,
il cielo di lavato, plumbei, piatti,
gli attici dei caseggiati giallastri.

E io guardo, camminando per i lastrici,
slabbrati, d’osso, o meglio odoro,
prosaico ed ebreo – punteggiato d’astri,
invecchiati e di finestre sonore
il grande rione familiare:
la buia estate lo indora,
umida, tra le sporche zaffate,
che il vento piovendo dai laziali,
prati spande su rotaie e facciate.
E come odora, nel caldo, così pieno,
da esser esso stesso spazio,
il muraglione, qui sotto:

da ponte Sublicio fino sul Gianicolo,
il fetore si mescola all’ebbrezza,
della vita che non è vita.
Impuri segni che di qui sono passati,
vecchi ubriachi di Ponte, antiche,
prostitute, frotte di sbandata,
ragazzaglia: impure tracce,
umane che, umanamente infette,
son lì a dire, violente e quiete,
questi uomini, i loro bassi diletti
innocenti, le loro misere mete.
Pier Paolo Pasolini


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