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Touché

Touchè colpito da Simba la Rue: violenza a Milano

Quando guardi troppi film sui gangster e non riesci a uscirne

Una triste intro

Per uno strano segno del destino, non credo di dover spiegare ai più affezionati della rubrica chi sia Simba la Rue: avevo giusto parlato del suo ultimo album qui.
Baby Touchè, invece, merita una breve introduzione.
Amine Amagour, in arte Touchè, è un giovane rapper di Padova di origini marocchine, esploso su YouTube grazie al suo singolo ‘Seba la Pute’, che ha successivamente ricevuto un remix prodotto da Crooker con ospiti Massimo Pericolo e Barracano.

Simba VS Touchè

Tra i due rapper, non è mai passato buon sangue.
Frecciatine nei brani, storie su instagram uno contro l’altro, spacconeria generale reciproca: un ‘beef’, o presunto tale, che esulava un po’ troppo dalla musica.
Difatti non ci sono mai stati veri e propri dissing l’uno contro l’altro, ma solo brevi invettive, poco produttive in ogni caso.
Sicuramente non siamo davanti a nessun pezzo di storia come potrebbe esserlo quello tra East e West Coast nell’oltreoceano, ma solo ai litigi tra due ragazzi cresciuti in ambienti difficili.

La celebre goccia

I due rapper però, non sono mai andati oltre i social: il beef nasceva e spariva rapidamente, veloce come le storie su Instagram.
Ma a quanto pare, questo non bastava per Simba: nella notte tra mercoledì e giovedì infatti, sono stati pubblicati su Instagram e Telegram dei video che hanno come unico soggetto un Touchè terrorizzato e sanguinante nei sedili posteriori di un auto, che risponde con pochi cenni alle domande che gli vengono poste da una voce che, sembra anche se sono in atto indagini, appartenere a Simba la Rue.

“Ti potevo sequestrare, sì o no? Eri da solo con un tuo amico, sì o no? Ti Potevo portare via? Ho fatto qualcosa? Era un dissing a me quello?”

-Simba la Rue nel video

Una breve ricostruzione

Quanto sembra essere successo è facilmente immaginabile: da veloci ricostruzioni infatti, sembra che una di decina di persone (tra cui Simba) abbiano accerchiato il rapper padovano Touchè arrivato da poco a Milano, per poi aggredirlo e farlo salire forzatamente su di un’autovettura.
A quel punto, sarebbero stati girati i video.

Follia e violenza

Ciò che si dipinge sotto i nostri occhi è ovviamente un reato, un atto di cui risentiremo parlare per le conseguenze legali e “di strada” che avrà: oltre alla possibilità di una denuncia da parte di Touchè nei confronti del collega, molti amici del rapper padovano hanno ripromesso vendetta per quanto sia successo.

simba la rue touche
Simba la Rue

Ma perché tutta questa violenza? Le origini del litigio sono perlopiù puerili, ma il punto di questo articolo non è certamente un’indagine sterile sul perché due ragazzi abbiano incominciato tutto questo.
L’indagine infatti, non credo vada fatta nel breve passato dei due, ma incominciata nella realtà in cui entrambi hanno vissuto e stanno tutt’ora vivendo.
Ho sempre parlato di ‘trap’ o di ‘drill’ come una testimonianza dei nostri tempi, e quanto successo ne è che l’assoluta comprova.

La punta dell’iceberg

Credo che quanto sia successo sia grave, ma anche in un certo senso, simbolico: dei ragazzi che non hanno mai conosciuto altro oltre la violenza, il rispetto, i soldi e la vecchia retorica del “farcela” sono ovviamente portati a tutto questo.

In una società dove il successo è garantito a pochi e dove questo sembri l’unica cosa che conta oltre al denaro, non mi posso ritenere stupito da quanto successo.
Il fatto che ragazzi nati e cresciuti in zone povere della propria città, lasciati ai margini di una società che non accetta la loro condizione precaria, si scannino tra di loro alla ricerca della propria vittoria (e dell’umiliazione dell’altro) mi sembra ormai la normalità, raccontata da anni nei testi che tutti noi ascoltiamo, ma che facciamo finta di non sentire.

Il costo di essere “real”

Vedo spesso dibattiti su cosa significhi effettivamente essere “reali” verso ciò che si scrive, se insomma i rapper abbiano effettivamente fatto ciò che descrivono nei loro brani.
Vedo liste di nomi su chi lo sia nella scena italiana sia “real” o meno: Simba e Touchè hanno dimostrato solo una punta di cosa significhi appartenere a tutto questo e ci siamo, giustamente, inorriditi.

touchè
Touchè

Il punto quindi non diventa del facile populismo, non va condannata la trap, che è solo una conseguenza di questa precarietà.
Va condannato un sistema in cui l’unica uscita da una situazione difficile è il successo e l’imposizione di sè sugli altri.

Mi auguro quindi una veloce ripresa per Touchè, la fine di questi inutili liti, e che possa essere questo un momento per riflettere sulla realtà di periferia che troppo spesso ignoriamo.

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