Qual è il film di Carlo Verdone più bello di sempre?

Da "Bianco, rosso e Verdone" a "Si vive una sola volta". Carlo, una vita per il cinema.

di Alessia Maselli

Carlo Verdone e la romanità

I Re di Roma sono sette, ma ogni tanto ne spunta un ottavo. Uno di questi è Carlo Verdone. Una vita per il cinema, passata a raccontare con pungente ironia personaggi che sono entrati a pieno titolo nelle nostre case. Ruggero, Leo, Enzo, Furio, Ivano…ci hanno fatto ridere ma anche riflettere. E tutti uniti da un filo conduttore chiamato Roma.

Un sacco bello

E’ il 1980 quando Carlo appena trentenne fa il suo esordio nel cinema con “Un sacco bello”, il film che lo consacrerà al grande pubblico e che gli varrà un David di Donatello, un Globo d’oro e un Nastro d’argento. E’ l’inizio delle trilogie che vede susseguirsi storie di tre protagonisti ognuno alle prese con problematiche differenti. Enzo, Leo e Ruggero sono destinati a rimanere nella storia. Verdone racconta le loro fragilità, eccessi, stranezze, che ancora oggi, dopo ben 40 anni, ci strappano una risata.

E non importa quante volte hai sentito Mario Brega imprecare contro suo figlio Ruggero alla “ricerca di sé stesso” , e “co’ sta st***a che sò du ore che sta a masticà”, perché la reazione che avrai, sarà sempre la stessa.

Bianco, rosso e Verdone…in che senso?

L’anno dopo ci riprova con Bianco, rosso e Verdone. E’ un altro successo che porta Carlo nell’Olimpo del cinema italiano. Un altro pezzo di storia è stato scritto. Lo schema della trilogia si ripete, stavolta siamo alle prese con Furio, Mimmo e Pasquale Amitrano. Rispettivamente, un uomo con la mania del controllo, un giovanotto ingenuo attaccatissimo alla gonna della nonna, e un taciturno emigrante tornato in patria per adempire al suo dovere elettorale. Anche qui un indimenticabile Mario Brega nei panni del camionista, e la partecipazione preziosissima della Sora Lella che fa da spalla al timido Mimmo.

Borotalco

Il genio di Carlo lo porta a scrivere e a interpretare un altro lungometraggio per il terzo anno di fila. Stavolta lascia a casa lo schema a tre e si concentra sul personaggio di Sergio Benvenuti, un uomo medio alle prese con una vita anonima tra frustrazioni lavorative e una non piena soddisfazione sentimentale. E’ allora che incontra lei: la bella, biondissima e piena di vita Eleonora Giorgi, alias Nadia Vandelli.

Si spaccerà per un tale Manuel Fantoni, fingendo di vivere una vita straordinaria fatta di eccessi, viaggi e incontri galanti, ma si scontrerà ben presto con la realtà, e ancora una volta dovrà fare i conti con Mario Brega. La colonna sonora vede il tocco magico di Lucio Dalla, che nel film avrà un ruolo fondamentale.

Acqua e sapone

A Carlo sembrano piacere quei personaggi che amano fingersi altri, e così il bidello Rolando Ferrazza diventa padre Spinetti. L’investitura degli abiti clericali gli varrà la fiducia della madre di Sandy, elegante e bellissima modella alla quale il finto prete dovrà impartire lezioni di latino ma finirà per innamorarsene. E’ con Acqua e sapone che Verdone fa luce sul fenomeno delle baby modelle in voga in quelli anni, raccontandone le vite apparentemente perfette ma in realtà impregnate di solitudine.

Compagni di scuola

Ritrovarsi dopo tanti anni, scoprirsi diversi, a volte in positivo, altre in negativo. Avete presente le rimpatriate con i compagni di scuola? Carlo deve averle studiate bene, tanto da farci un film. Ed ecco che il gruppo ormai adulto si incontra nella villa dell’organizzatrice dell’evento e tra ricordi, nostalgie e confidenze emergono le debolezze di ognuno dei partecipanti. E’ un bilancio segnato da un sarcasmo amaro che fa luce su personaggi a tratti pirandelliani. Qui la sensibilità di Carlo e la sua voglia di indagare nell’animo umano è tangibile.

Viaggi di nozze…o famo strano?

Sono gli anni ’90 e Verdone ripropone la storia con i tre personaggi. Il botteghino lo premia. Come dimenticarsi di Jessica e Ivano, Raniero e Priscilla, Giovanni e Valeriana. Tutti alle prese con il loro viaggio di nozze che sarà tutto purché romantico. Anche qui la lettura che dà Carlo sui rapporti di coppia è tutt’altro che superficiale. Jessica e Ivano finiranno annoiati a reiventarsi ruoli per riaccendere la loro passione, Priscilla non reggerà alle pressioni di Raniero e Giovanni e Valeriana dovranno fare i conti con i problemi procurati dai loro familiari. Ma il loro legame contraddistinto dalla semplicità e dalla pazienza sarà l’unico a reggere.

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