tutti fenomeni

Il nuovo cantautorato ha un nome: Tutti Fenomeni

Dentro l'anima della generazione Z. Davvero.

di Melpot Cosmos

L’assurdo di Tutti Fenomeni

Tutti Fenomeni, al secolo Giorgio Quarzio Guarascio, è sempre stato un enorme enigma all’interno della scena rap nostrana: avvicinatosi alla scena SoundCloud della capitale grazie ai Tauro Boys (di cui inizialmente era un componente), si è sempre distinto per uno stile unico, intricato e assurdo. Nella sua penna è sempre presente l’anima della trap romana, composta da droga e vite allo sbando, ma tutto intriso da un’ironia di fondo e riferimenti culturali dei più disparati.

Il culto

Tutti Fenomeni inizia la sua carriera nel 2017, come unico feat nel primo mixtape dei Tauro Boys: TauroTape.
Il suo stile non viene ignorato: di questo però è rimasta ben poca testimonianza, visto il suo allontanarsi nel tempo da un certo tipo di sonorità.
Quindi, dopo svariati singoli diventati subito culto (tra i quali ad esempio ‘Modigliani Ultras), Giorgio si allontana dalla scena, ritornando nel 2020 con Merce Funebre: il suo primo disco.

“Mi pento un po’ dei miei primi pezzi. Perché brani che magari sono stati ascoltati mille volte da alcune persone, da me non sono neanche stati riascoltati dopo la registrazione.”

-Tutti Fenomeni in un’intervista.

Merce Funebre è il risultato di un percorso artistico stravolto. Dalle basi di Close Listen infatti, si è passati alle produzioni di Niccolò Contessa, leader de ‘I Cani’.
Un sodalizio artistico tanto inaspettato quanto efficace: il primo disco di Tutti Fenomeni risulta la giusta eccezione in un mercato troppo saturo di copie una uguale all’altra.
Una vera e propria alternativa a tutto, non solo del rap. Giorgio esaspera ancora di più il suo stile, creando un susseguirsi di immagini con un filo conduttore labile, ma dallo stile unico.

Finalmente un Privilegio Raro

Due anni dopo, e dopo due mixtape targati “Radio Guarascio”, Fenomeni torna con il suo secondo album in studio: ‘Privilegio Raro’.
Lo stile si evolve nuovamente, levando molto della difficoltà di ascolto dell’artista. Insomma, una pulizia generale dei suoni e dei flow (anche se è effettivamente strano chiamarli così) che rendono quest’ultimo disco un ascolto più accessibile al grande pubblico.
Rendendo così alto il rischio che Tutti Fenomeni incominci ad essere chiamato per quello che effettivamente è: un cantautore.

Il vero cantautorato di questo secolo?

Una penna allusiva, creata su immagini sacre e profane, un aspetto signorile che sfuma in scenari contemporanei.
Tutti Fenomeni dimostra sempre una sensibilità diversa dai suoi colleghi, pur non recedendone mai il collegamento viscerale con la loro realtà.
E come non rivedere in lui lo spirito dei grandi cantautori del passato, tra Tenco, Ciampi e Califano.
Ma anche Battiato, nel suo completo anticonformismo, nella sperimentazione.

Dal passato al futuro

Ciò che credo lo leghi a grandi artisti del passato è quello di rappresentare il proprio tempo pur rimanendone fuori.
Un album di Tutti Fenomeni è già fuori dal tempo, e rappresenta sperimentazione che rivedremo solo nel futuro.
Giorgio con ‘Privilegio Raro’ abbandona qualunque etichetta, riuscendo così ad allontanarsi da ogni termine che lo possa legare a mode passeggere.
Una vera e propria canzone d’autore nel 2022, anche grazie al visionario Contessa.

Un consiglio spassionato

Per quanto io mi trovi sempre a consigliare l’ascolto di brani dall’estrema vena contemporanea, credo sinceramente che ‘Privilegio Raro’ di Guarascio sia già un piccolo culto di questo terzo decennio del duemila. Una voce diversa nell’oceano della generazione Z, pronta a farci scoprire quanto si nasconda dietro una facciata che dall’esterno può sembrare tutta uguale.

Non so quanto effettivamente possa, un’artista come Tutti Fenomeni, diventare celebre nell’arco di poco tempo. Nulla nella sua arte potrebbe portare a una particolare viralità, ma non sarebbe quasi una comprova delle sue peculiarità diventare conosciuto e riconosciuto molto avanti nella sua carriera?

Riproduzione Riservata ®

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