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Kalush Orchestra

Kalush Orchestra vince l’Eurovision 2022 e non è beneficenza

La polemica più assurda del secolo

Tutti contro la Kalush Orchestra

Sabato 14 maggio Rai1 ha trasmetto la finalissima dell’Eurovision Song Contest di quest’anno. Alessandro Cattelan, Laura Pausini e Mika hanno condotto il Festival più seguito d’Europa, regalando al pubblico uno lungo spettacolo, con un’edizione che, nel complesso, ha soddisfatto ogni aspettativa. Da un po’ di giorni è polemica sui vincitori: i membri della Kalush Orchestra, gruppo musicale che ha rappresentato l’Ucraina. Si è parlato di vittoria politica, di scelta a tavolino, di gesto di compassione e pietà. Sappiamo, infatti, che dal 24 febbraio la guerra scatenata dalla Russia contro lo Stato ucraino non è ancora finita. Il dramma si è subito scatenato sui social, soprattutto su Twitter, con dure parole da parte di utenti di tutta Europa.

Kalush Orchestra
La Kalush Orchestra sul palco dell’Eurovision

Vi spiego perché la Kalush Orchestra ha vinto

Ciò che molte persone non hanno colto è che, innanzitutto, il brano della Kalush Orchestra, dal titolo “Stefania”, è stato più che valido per aggiudicarsi la vittoria. A dispetto dei tantissimi artisti che hanno portato sul palco canzoni in inglese, la band ucraina ha scelto di esibirsi in lingua originale, elemento sempre apprezzato dal pubblico e dalla giuria, una scelta dal forte valore patriottico e culturale. Innegabile che i brani in lingua siano portavoce dell’identità del Paese in gara, cosa che si annulla totalmente quando si canta in inglese, codice linguistico universale.

Gli artisti ucraini, nei loro abiti tradizionali, hanno saputo conciliare la propria antica cultura con il moderno l’hip-hop, in una performance che, ogni volta, ha stupito tutti per la sua originalità. Un brano ritmato, con intermezzi musicali ipnotici (il “flauto” ha conquistato tutta Europa) e splendide voci. Il tutto era coronato da una presenza scenica incredibile e coinvolgente.

L’esibizione della Kalush Orchestra

Chi si è arrabbiata di più per la vittoria della Kalush Orchestra? Indubbiamente la Spagna, convinta vincitrice con colei che Cristiano Malgioglio ha chiamato “discount di Jennifer Lopez”, e, nonostante la brutale schiettezza, forse non aveva tutti i torti. Dopo i voti della giuria che hanno premiato Spagna e Regno Unito, i risultati del televoto hanno stravolto la classifica, valorizzando la musica dell’Europa dell’est (ad esempio la Moldavia e la Serbia), lontana dal panorama musicale mainstream. Ed è assolutamente un bene che i telespettatori abbiano saputo apprezzare ancor più qualcosa di diverso dal proprio repertorio.

Vittoria politica? Non ha senso parlarne

Ma veniamo al dunque. Sui social si è parlato molto di “vittoria politica” solo perché l’Ucraina è coinvolta nella terribile guerra degli ultimi mesi. È una dicitura che, in realtà, perde già qualsiasi significato se si pensa che, in generale, l’Eurovision Song Contest sia praticamente fondato su di essa. Basti pensare al criterio con cui sono scelti i Big Five, o al fatto che si decida di escludere – giustamente – nazioni dalla competizione per motivazioni politiche, appunto. Molti non hanno distinto la sottile linea tra una vittoria scontata/dovuta e una vittoria concessa. Gabriele Corsi, nel commentare la diretta, ha detto una cosa sicuramente vera: “l’Europa ha voluto mandare un segnale”. Che tipo di segnale? Sostegno.

Kalush Orchestra
Il palco si tinge con i colori dell’Ucraina

Il popolo è con l’Ucraina, ed esso ha sicuramente pensato di premiare il brano della Kalush Orchestra, già alto in classifica, come gesto di supporto, non di compassione. L’Eurovision non è il Festival della beneficenza, la competizione non è stata invalidata in alcun modo. Decisione a tavolino? Se così fosse stato, nessuna nazione avrebbe ricevuto più di 2 punti di scena. Soprattutto, sarebbe stata la giuria, eventualmente, a falsare i risultati portando l’Ucraina in testa.

Se solo ci fosse un po’ d’empatia…

Chiariamo una cosa: il pubblico da casa fa un po’ ciò che gli pare. Esso potrebbe anche votare per simpatia o bellezza, e forse la gente non griderebbe poi così tanto all’ingiustizia. La vittoria della Kalush Orchestra non era scontata, né era dovuta. È stata donata dai telespettatori. I motivi? Lo sanno solo loro. E se è stato fatto anche per sostenere una nazione che sta passando l’inferno, se è stato un modo per donare un po’ di luce… Quanta bassezza lamentarsene, vi pare? Credo che questo tweet dell’utente SergioTomat sia il vero specchio di ciò che è successo negli ultimi giorni.

Un Tweet pungente sulla polemica intorno alla Kalush Orchestra

La verità? Spesso si crede che essere danneggiati possa essere il motivo per rivelarsi poi “privilegiati”. “Li hanno votati solo perché sono oppressi”, pensiero non tanto diverso da frasi come “hanno concesso tal cosa solo perché è nero/a”, “hanno permesso questa cosa solo perché è omosessuale”, e tante altre infelicità simili. La dura realtà è che, in sempre più casi, si pensa che le vittime, in fin dei conti, ottengano tutto ciò che vogliono sfruttando la propria posizione. Eppure, a me non sembra affatto che la Kalush Orchestra abbia chiesto di vincere.

Kalush Orchestra
La Kalush Orchestra festeggia la vittoria sul palco

È necessario fare un invito, dunque: quello di provare empatia, di gioire per gli altri, in tal caso grandi artisti che hanno portato sul palco un brano innovativo e dal messaggio importante, e che hanno potuto assaporare una piccola grande gioia in un mare di dolore e sconforto.

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