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Lucio Dalla

Lucio Dalla… parte degli ultimi. Manca da 10 anni!

Storia e breve riassunto di uno dei più grandi italiani di sempre

Se dici cantautore dici Lucio Dalla

La figura del cantautore è complessa: non solo si tratta di un cantante che è autore della propria canzone (testo e musica) ma anche di un personaggio impegnato socialmente, anche politicamente, anticonformista, critico del sistema.

Se dici cantautore quasi sicuramente spicca alla mente Lucio Dalla, l’artista bolognese a 360 gradi che, grazie alla musica, ha raggiunto il grande pubblico, esattamente come la popolar music si pone di fare, arrivando dritto dritto al cuore della gente. Come ha fatto? Con l’esempio. Non è solo la voce, non sono solo i messaggi dei suoi testi, non è solo il suo inconfondibile modo di cantare che hanno fatto si che Lucio Dalla trovasse un’unanimità di consensi.

E’ soprattutto la sua umanità, la sua trasparenza, la sua spiazzante sincerità, la sua correttezza, il suo stare dalla parte della gente, dei più deboli soprattutto, degli emarginati, dei poveri. Non l’ha fatto solo a parole, non l’ha fatto solo attraverso la musica, l’ha fatto con azioni concrete, senza mai sbandierarlo, in silenzio, di nascosto.

Lucio Dalla
Lucio Dalla

Straordinario come la sua vita

Si può descrivere l’unicità di Lucio Dalla attraverso gli episodi della sua vita. Uno, in particolare, raccontato spesso da Ron, è emblematico per comprendere la straordinarietà di questo cantautore. Ron ricorda spesso il primo incontro con Lucio Dalla. Era stato scelto per interpretare una canzone destinata al Festival di Sanremo, molto giovane e pieno di speranze si è recato agli studi della RCA e, poco dopo, nella stanza è giunto un uomo completamente ingessato in barella: era Lucio Dalla.

Aveva avuto un incidente d’auto sul raccordo anulare, ed era stato raccolto per puro caso dall’auto del Ministro della Sanità, portato all’ospedale, ingessato, e non aveva voluto mancare all’appuntamento. importantissimo, di Sanremo.

Ecco questo episodio sintetizza Dalla. Un concentrato di cose assurde, quasi surreali, che, anche prese da sole, sarebbero comunque meritevoli di essere raccontate.

L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale.

Lucio Dalla

Non sono canzoni è poesia

Le canzoni di Dalla non solo comprendono tutti gli elementi tipici del cantautore italiano degli anni 60-70: la protesta contro il sistema discografico, l’anticonformismo, l’ideologia politica, ma hanno un ingrediente importantissimo che fa la differenza: la poesia. Una poesia profonda, unica, come è profondo il mare che Lucio canta.

Lucio ha una particolare capacità descrittiva della realtà, del quotidiano, ma anche delle persone, in particolare di quelli che chiamiamo ‘ultimi’.

La somma di armonie, di suoni, di arrangiamenti, di melodie e di testi dà un risultato sorprendente: le sue canzoni che, sicuramente, risentono degli esordi jazz del cantautore. Lucio Dalla, forse non tutti lo sanno, ha suonato con il leggendario trombettista statunitense Chet Baker e poi con Bud PowellCharles Mingus ed Eric Dolphy.

Banana Republic: il legame con il popolo

Lucio Dalla
Lucio Dalla

Il tour di concerti fatti assieme a Francesco De Gregori e a Ron è l’evento simbolo del rapporto di Lucio Dalla con il  popolo. Banana Republic, così si chiama il tour di concerti, ha un disco omonimo che ha venduto 500.000 copie. Nel 1979, i concerti hanno riempito gli stadi di tutta Italia, e il piccolo uomo irsuto con gli occhiali tondi e il cappellino in testa ha rivoluzionato la concezione del rapporto tra cantautore e pubblico. Ha sigillato un legame tra cantautore e popolo.

Se io fossi un angelo, non starei mai nelle processioni
nelle scatole dei presepi
Starei seduto fumando una marlboro
al dolce fresco delle siepi.

Lucio Dalla

Un Domenico Sputo qualunque

Lucio Dalla era un uomo libero, un uomo che aveva vissuto la fame e che aveva vissuto la ricchezza, che aveva vissuto il successo ma, prima di questo, aveva vissuto anche tanti fallimenti. E, nonostante questo, era rimasto sempre lo stesso: uno di noi, uno dei più semplici, uno degli ultimi. Un Domenico Sputo qualunque, come il nome che metteva sul citofono delle varie case in cui ha vissuto, uno che poteva benissimo vivere su una panchina di Piazza Grande. Forse sta proprio qui il segreto della sua grandezza.

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