ARTICOLO
Se fosse un piatto
Regina Elisabetta

Ogni tè con la Regina richiede i suoi dolcetti! Eccoli

Quando la tradizione incontra un mito

Dio salvi la Regina!

La Regina Elisabetta II
La Regina Elisabetta II

Nel corso della sua mensile esistenza, questa rubrica ha già trattato una miriade di personaggi famosissimi. Tuttavia, riguardandone per curiosità lo storico, è emerso come molti cantanti, attori e non solo, fossero di nazionalità britannica (vedasi Adele, Vivienne Westwood e Eddie Redmayne, giusto per citare il nostro ultimo acquisto) o comunque strettamente connessi all’ombra di Londra (il Canada, con le sue esponenti Avril Lavigne e Alessia Cara fa parte del Commonwealth britannico con Australia, Nuova Zelanda e moltissimi altri paesi).

In un contesto così fortemente British si è quindi accesa un’ulteriore lampadina, smossa in questo caso da un compleanno tenutosi lo scorso 21 aprile: tra tutti questi personaggi ormai divenuti simbolo, chi per un motivo, chi per un altro, del Regno Unito e dei suoi affini, perché non dedicare anche un po’ di spazio alla loro musa per antonomasia, ossia Sua Maestà la Regina Elisabetta II?

Ebbene sì, questa settimana Se Fosse un Piatto diventa aristocratica, ma non per questo uscirà dal suo collaudato schema per aiutarci a decifrare la ricetta scelta per l’occasione.

96 anni di regale esistenza

Elizabeth Alexandra Mary Windsor
Elizabeth Alexandra Mary Windsor

Tralasciando l’umorismo che vorrebbe la Regina Elisabetta come immortale o come esistente da prima ancora dello stesso Big Bang, dedichiamoci subito a qualche dato biografico, a partire dalla nascita nel 1926 (ovviamente a Londra) in un contesto nel quale originariamente sarebbe stata imprevedibile una sua ascesa al trono, in quanto terza in linea di successione davanti allo zio, che avrebbe comunque potuto avere figli, e al padre.

Tuttavia, a dispetto dei diritti di precedenza in seno alla corte, lo zio Edoardo VIII decise di abdicare, in favore del fratello Giorgio VI, a cui sarebbe subentrata in seguito proprio Elisabetta in qualità di Regina.

Delle prime prove di regalità, inoltre, erano già state date durante la seconda guerra mondiale, quando l’allora Principessa rimase in patria, nonostante i bombardamenti tedeschi, supportando piuttosto l’esercito con diversi comunicati e prestando servizio militare dal febbraio del 1945.

Fondamentale sarebbe poi stato per la futura Regina l’incontro con il compianto Principe Filippo di Grecia e Danimarca (indimenticato Re di battute e proverbiali scivoloni diplomatici), con il quale sarebbe convolata a nozze nel 1947, con un’unione che avrebbe generato i principi Carlo, Anna, Andrea ed Edoardo.

“Mia moglie ha un buon posto, abbastanza sicuro, ma così noioso.”

Filippo di Edimburgo

Una vita piena di prove difficili

Il secondo conflitto mondiale, tuttavia, era solo stata la prima di una lunga serie di sfide che sarebbero state via via più dure a partire dall’incoronazione a Regina nel 1952. In un mondo ancora devastato e con lo spauracchio della guerra fredda in agguato, la Regina Elisabetta dovette infatti affrontare il difficoltoso (ma più che legittimo e sacrosanto) movimento di decolonizzazione di quello che fu l’Impero Britannico (processo già avviatosi in India pochissimi anni prima).

4 generazioni
4 generazioni

Non da meno sarebbero poi stati, nei decenni a venire, le crisi economiche (prima ancora di quelle più recenti non bisogna dimenticare quella degli anni Settanta), alcune fasi di instabilità politica, la guerra delle Falkland con l’Argentina, l’entrata e poi l’uscita dalla Comunità Europea nelle sue diverse denominazioni, o ancora i conflitti esplosi in Medio Oriente (non dimentichiamo che la Regina è anche il Capo delle Forze Armate oltre che della Chiesa Anglicana), a cui si aggiunge, come ciliegina sulla torta, il COVID.

Ovviamente, insieme alle sferzate provenienti dall’esterno, non sarebbero potuti mancare gli scandali interni alla Famiglia Reale, a partire dalle burrascose relazioni dell’erede al trono Carlo con la Principessa Diana (con tutti i risvolti del caso). Le dichiarazioni di Sarah Ferguson, sua ex-nuora, i guai provocati dalle intemperanze del Principe Harry, comprensivo del suo trasferimento negli USA con la moglie, Meghan Markle, fino ai recentissimi problemi giudiziari del figlio Andrea a proposito di una causa per molestie sessuali.

“Prevarremo e la vittoria apparterrà a ciascuno di noi. Dobbiamo confortarci pensando che giorni migliori torneranno: che saremo di nuovo con i nostri amici, saremo di nuovo con le nostre famiglie e ci incontreremo ancora.”

Elisabetta II a proposito della pandemia

Se la Regina Elisabetta fosse un piatto

Pantone
Pantone

Nonostante le numerose pagine nere del suo lungo regno, il più duraturo della Gran Bretagna (e quarto della storia, classifica che vede per ora al primo posto il Re Sole), Sua Maestà, a dispetto del peso della corona, è sempre rimasta a testa alta, dimostrando una grandissima dignità accompagnata da una buona dose di saggezza, che in tempi recenti è stata ad esempio dimostrata a proposito dell’apertura alle coppie LGBTQ+.

Scones
Scones

Al di là dell’innata compostezza e di un certo riserbo, il tutto ovviamente nei limiti del possibili, occorre ricordare anche come negli anni la Regina Elisabetta sia praticamente diventata un’icona pop, non solo per i suoi coloratissimi cappotti e per i cappellini, ma anche per il solo fatto di essere il simbolo della sua nazione (moltissimi sono quindi i riferimenti, da quelli cinematografici a quelli seriali, passando per il mondo della musica con i Sex Pistols).

Alla luce di tutti questi fattori, il piatto che si è scelto di presentare in onore di una Regina fresca di Giubileo di Platino, uno dei classici della tradizione britannica: gli scones. Dei paninetti semidolci che, debitamente farciti con confetture e clotted cream, accompagnano uno dei più celebri miti del Regno Unito: l’afternoon tea.

Tra i più amati dalla Regina

Vediamo quindi di andare a fare acquisti in previsione di preparare circa una ventina di scones, che per inciso sono anche uno dei cibi preferiti della Regina.

Fragole e rosmarino
Fragole e rosmarino

Avremo quindi bisogno di 220g di farina 00, 150ml di latte, un pizzico di sale, 1 cucchiaino di zucchero, 50g di burro e una bustina di lievito per dolci (in ogni caso non più di 12g), con l’aggiunta di un uovo e un goccio di latte per spennellare. Se non l’avete già in casa servirà anche della carta da forno.

Quanto invece alla farcitura, in teoria servirebbe la clotted cream, un tipo di panna particolarmente densa in quanto “evaporata”, tuttavia, essendo in Italia praticamente impossibile da reperire ed essendo esageratamente lunga da preparare in casa, è possibile sostituirla con 250g di panna acida o di panna montata.

Non dimentichiamo poi la seconda parte del ripieno, la confettura, che volendo si può acquistare già pronta del gusto preferito (in tal caso ne bastano 200g), ma che noi andremmo a preparare da zero dal momento in cui sarà a base di fragole e rosmarino. Ci serviranno così, per l’appunto, 250g di fragole, il succo di mezzo limone, 1 rametto di rosmarino e 70g di zucchero, che possono però essere variati a seconda della dolcezza della frutta.

Tempo di sporcarsi le mani

Rosso fragola
Rosso fragola

Iniziamo dunque a preparare gli scones per la Regina, per cui, per prima cosa dovremo unire nella boule di una planetaria munita di gancio (nessuno però vieta di impastare a mano facendo la classica fontana su una spianatoia) la farina, il lievito, il sale e lo zucchero, andando poi ad aggiungere il burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti e il latte.

Lavorare il tutto fino a ottenere un composto compatto, anche se un po’ appiccicaticcio, quindi avvolgere l’impasto così ottenuto con la pellicola e far riposare in frigorifero per una ventina di minuti.

Dopo questa fase bisognerà quindi stendere l’impasto con un mattarello su un piano leggermente infarinato fino a ottenere una sfoglia di un centimetro e mezzo, andando poi a ricavare dei cerchi con un coppapasta da circa 6cm di diametro. Stendere i ritagli per ottenere nuovi cerchi finché non sarà finito l’impasto.

Trasferire i dischi su una placca ricoperta di carta da forno mantenendoli ben distanziati (potrebbero quindi essere necessarie più infornate) e spennellarli leggermente con una mistura ricavata con l’uovo sbattuto e un cucchiaio di latte. Infornare per 15 minuti a 200°C (forno statico).

Sfornare e lasciar raffreddare, possibilmente su una gratella.

Facciamo pure scaldare la teiera

Mentre gli scones si raffreddano possiamo dedicarci alla confettura, per cui dovremo lavare con cura le fragole andandole poi a privare del picciolo.

Afternoon tea and scones
Afternoon tea and scones

Tagliare quindi le fragole e unirle in una pentola a fondo spesso insieme allo zucchero, al succo di limone e al rosmarino (nel caso in cui si dovessero preferire altre erbe aromatiche o spezie il rosmarino può essere sostituito con la menta, il basilico, la salvia, il pepe o il chiodo di garofano).

Cuocere a fuoco basso facendo ridurre finché la nostra confettura non raggiungerà la consistenza desiderata (non troppo liquida ma nemmeno troppo rappresa).

Lasciar raffreddare e rimuovere il rametto di rosmarino.

Ora che tutte le basi sono pronte non ci rimane altro da fare che tagliare a metà gli scones spalmadone la parte inferiore con la panna acida (o con la clotted cream, se si è fortunati o ancora con la panna montata), e quella superiore con la marmellata.

Riunire le due parti farcite e servire su un vassoio o su un’alzatina.

Prendiamo posto alla tavola della Regina

Scegliere sempre con cura la miscela da servire
Scegliere sempre con cura la miscela da servire

Dopo aver indossato per l’occasione il nostro cappellino migliore, possiamo quindi prendere posto a tavola, accompagnando i nostri scones, che come dicevamo possono essere farciti con le più svariate confetture e marmellate, oltre che con del burro in sostituzione di panna acida e affini (ma anche arricchiti con dell’uvetta nell’impasto), con una bella tazza di tè, magari un bell’Earl Grey, rigorosamente servita con la teiera.

È inoltre abitudine tutta inglese quella di versare un po’ di latte freddo nella tazza prima di servire il tè (ovviamente senza esagerare), usanza nata per evitare che l’eccessivo calore del liquido potesse incrinare la porcellana.

Terminato allora il nostro rituale a base di teina e scones (a cui possono far compagnia anche sandwich e piccola pasticceria), siamo pronti per salutarci e darci appuntamento come sempre a mercoledì prossimo. God save the Queen! (And stay tuned, too!).

A proposito di God save the Queen… vai di Sex Pistols
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