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Una chiamata notturna? Kavinsky, vero maestro del retrò

Kavinsky, un dj tra modernità e nostalgia

Kavinsky, chi era costui?

Kavinsky, all’anagrafe Vincent Belorgey, è un dj francese, principalmente noto per il suo singolo ‘Nightcall’ (2010), usato come canzone dei titoli di apertura di ‘Drive’, film del 2011 di Nicholas Winding Refn. Assieme ad altri dj e produttori come i Daft Punk, i Justice e SebastiAn, va considerato come uno dei principali esponenti della french house, un sottogenere piuttosto sofisticato della musica house che guarda con nostalgia agli anni ’80 e propone sonorità spiccatamente melodiche. In vista dell’uscita del suo prossimo album, dopo diversi anni di assenza dalle scene, vale davvero la pena spendere due parole sulla sua figura, quasi avvolta nel mistero, e sulla sua musica.

kavinsky fan art

Un album veramente anni ‘80

La magnum opus di Kavinsky, almeno per ora, resta ovviamente il suo album d’esordio, ‘OutRun’ (2013), unico a comporre la sua discografia in studio se si escludono diversi EP pubblicati prima del 2013. Vincent Belorgey è hauntologico fino in fondo: non solo assembla un album dalle forti influenze anni ’80 (a partire dal titolo), sonorità che stavano subendo una riscoperta all’epoca e che sono ancora oggi decisamente popolari, ma inventa un personaggio (interpretato da Belorgey stesso nei videoclip) che sembra uscito direttamente da un improbabile B movie anni ’80. Infatti, Kavinsky si presenta a noi, nella opener ‘Prelude’ (che ricorda la colonna sonora di ‘Blade Runner’ di Vangelis), come un adolescente vissuto negli anni ’80 alla guida della sua fidata Ferrari Testarossa, altra icona dell’epoca. Nel corso dell’album, veniamo a sapere della morte di questo ragazzo proprio in un incidente stradale: il giovane però tornerà in vita, sotto forma di zombie dai poteri paranormali in simbiosi con la sua auto, per regolare alcuni conti in sospeso…

kavinsky outrun
La copertina di ‘OutRun’

Un personaggio hauntologico

Dal look di Kavinsky alla Ferrari Testarossa, nulla è lasciato al caso. Kavinsky veste come il classico adolescente da college americano con sneakers, jeans e varsity jacket da squadra di football e indossa occhiali da sole Ray Ban, rigorosamente Wayfarer neri. Le atmosfere dei videoclip di ‘ProtoVision‘ e ‘Odd Look’, che contribuiscono a introdurre il personaggio, citano ovviamente molti serial e film polizieschi televisivi dell’epoca, come ‘Miami Vice’. Il titolo dell’album invece allude al celebre videogioco di guida ‘Out Run’, dove ci ritroviamo proprio a pilotare una Ferrari Testarossa, però in versione cabrio. Ci si potrebbe quasi spingere a dire che il personaggio di Kavinsky nasconde in realtà una critica socio-culturale radicale: il giovane zombie uscito dagli anni ’80 è una grande allegoria su come gli anni ’80 stessi siano degli zombie e continuino a sopravvivere indebitamente a se stessi, tormentando il presente.

kavinsky protovision
Kavinsky nel videoclip di ‘ProtoVision’

Dall’electro house all’italo disco

Ma passiamo al lato musicale di ‘OutRun’, senz’altro degno di nota. ‘ProtoVision‘ e ‘Odd Look’ richiamano uno stile molto electro, decisamente in linea con altri artisti french house. ‘Nightcall’, vero cardine dell’album, si basa su un beat lento quasi essenziale, ma tremendamente melodico ed evocativo, e rappresenta forse l’apice tragico e intimista dell’album mentre le atmosfere più frenetiche da discoteca sono lasciate a brani come ‘First Blood’, ‘Roadgame’ e ‘Testarossa Autodrive’. Da notare come ‘Rampage’ citi la colonna sonora di Dragon Ball Z nelle scene di combattimento mentre ‘Grand Canyon’ sia in realtà un gigantesco sample di ‘Ikeya-Seki’, un brano minore dei Kano, gruppo italo disco principalmente famoso per la hit ‘Another Life’.

kavinsky ferrari testarossa
L’iconica Testarossa targata ‘KVNSKY’

Un Kavinsky rinato…?

Kavinsky non è solo uno dei massimi esponenti della french house ma anche un vero e proprio idolo delle comunità retrowave e synthwave che si possono trovare su Internet: YouTube è strapiena di remix e mashup di ogni genere delle sue canzoni, rigorosamente con filmati anni ’80 dal gusto retrò come sfondo. Personalmente, non ho particolari aspettative riguardo a ‘Reborn’, il suo nuovo album che uscirà il 25 marzo, ma i singoli promozionali ‘Renegade’ e ‘Zenith’ fanno piuttosto ben sperare. Si spera che in quasi nove anni di inattività, il nostro Kavinsky abbia senz’altro avuto tutto il tempo necessario per creare qualcosa di nuovo e interessante. Chissà che non si riesca a farne una recensione

kavinsky reborn
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