ARTICOLO
Sogni d'Oro
conscio ed inconscio

Inconscio, coscienza e 8 tipi psicologici per capire i sogni

Un vademecum per capire meglio quello che succede quando ci addormentiamo

Il rapporto stretto tra sogni e psiche

Quando si parla di sogni, lo avrete sicuramente capito, si incontrano spesso alcuni termini tra cui psiche, inconscio, coscienza. Capire cosa sono questi elementi e soprattutto quale è la loro funzione nel mondo onirico sicuramente aiuta a capire tutto il meccanismo che c’è dietro un sogno.

Iniziamo a masticare queste parole e presto ci diventeranno amiche e ci agevoleranno la comprensione e l’interpretazione dei nostri sogni.

Io e Sé
Io e Sé

Coscienza Vs inconscio

Addentriamoci nella psiche. Di cosa si tratta? Immaginate un contenitore con dentro due componenti fondamentali: il conscio e l’inconscio. Il conscio è la coscienza, si tratta della  componente che si trova più in superficie, è la parte emersa, quella che vediamo e che conosciamo.  La coscienza, in sostanza, è quello che si vede. L’inconscio, al contrario, è la componente profonda, la  parte sommersa, quella che non si non vede e non si conosce, almeno non in modo diretto.  E’ la parte invisibile.

La suddivisione tra conscio e inconscio non è una cosa astratta, d’altronde in ogni elemento esistono aspetti visibili e invisibili.

Prendiamo ad esempio, un albero: ne vediamo il tronco, i rami, la chioma; questa è la parte visibile. Ma dell’albero esiste anche una parte invisibile: le radici sotterranee. Del mare vediamo la superficie, ma  c’è anche il fondale, i pesci e tutto ciò che si trova nelle  acque profonde. Se alziamo gli occhi al cielo, ne vediamo l’azzurro e potremmo pensare che il mondo finisca lì (cosa che nell’antichità avveniva in quanto si pensava che il cielo fosse una sorta di tenda a cupola), mentre invece sappiamo che c’è una realtà ulteriore: lo sconfinato universo, con i pianeti, le galassie, le stelle e così via.

Ecco, coscienza ed inconscio sono così: una si vede un’altro no. Ma il fatto di essere o meno visibili non è l’unica differenza tra queste due parti della psiche. Ce ne sono altre.

Ad esempio la coscienza è definita mentre l’inconscio è indefinito. Mentre nella coscienza lo spazio e il tempo sono parametri di riferimento fondamentali, nell’inconscio si tratta di elementi relativi. Altra differenza tra coscienza e l’inconscio è il linguaggio. Quello della coscienza è logico e razionale mentre l’inconscio ci parla attraverso un linguaggio simbolico.

Il soggetto e centro della coscienza è l’Io mentre il soggetto e centro dell’inconscio è il che può essere definito anche il soggetto e centro della psiche  nella sua totalità. 

Al nostro istinto più forte, al tiranno che è in noi, non si sottomette solo la nostra ragionevolezza, ma anche la nostra coscienza.

Friedrich Wilhelm Nietzsche

Non si vede ma si può capire

Quello che è inconscio e quindi invisibile è  comunque qualcosa che si può capire. Come? Usando gli strumenti adatti e adottando un metodo di  osservazione diverso da quello che usiamo per osservare la realtà visibile.  Un chiaro esempio è l’analisi dei sogni che utilizza un metodo di osservazione indiretta dell’inconscio. Durante l’attività onirica la coscienza prende la forma del sognatore (il cosiddetto Io  onirico), mentre l’inconscio può assumere moltissime forme e viene spesso rappresentato da immagini simboliche caratteristiche: l’acqua, il bosco, il buio, le località straniere.   

Psiche

Psiche

E raccontami un pò di te: che tipo psicologico sei?

Sei una bella persona”: ve lo siete mai sentiti dire?

All’interno della psiche conscia e inconscia si trovano ulteriori componenti e stratificazioni. La ‘superficie’ più esterna della  coscienza è stata ribattezza da Jung con il nome di ‘Persona’, una parola di origine latina che significa personaggio, maschera dell’attore, volto. Si tratta infatti della ‘facciata  esterna’, dell’identità individuale, di ciò che si mostra al mondo di sé, di quello che vedono gli altri di noi.

All’interno della coscienza, si possono identificare quattro funzioni principali: il pensiero, il sentimento, la sensazione e l’intuizione. Attraverso il pensiero si definisce la realtà esistente, tramite il sentimento si attribuisce invece un valore a quello che forma la realtà. La sensazione è invece la funzione della coscienza che permette di percepire le cose attraverso i cinque sensi  (tatto, vista, gusto, olfatto, udito) mentre l’intuizione è la funzione che permette la  percezione di realtà inconsce.

Queste funzioni della coscienza nei sogni vengono rappresentate da esseri umani o da animali.

Lo sviluppo di queste funzioni nel corso della vita non è per tutti uguale, ci sono casi in cui una funzione predomina sulle altre o altri in cui una funzione è carente. Difetti o sviluppi eccessivi possono caratterizzare un individuo. Si parlerà quindi di tipi intellettuali quando prevale la funzione del pensiero, di tipi sentimentali quando la prevalenza è del sentimento, di tipi sensoriali quando sono le sensazioni a farla da padrona e di tipi intuitivi quando, ovviamente, è l’intuito che prevale.

Vorrei non averla affatto la coscienza: è troppo scomoda. Se non mi preoccupassi sempre di agire rettamente e non mi sentissi a disagio quando sbaglio, andrei avanti magnificamente


Louisa May Alcott

Se sei introverso lo decide l’energia

Ma non è finita qui. Perché i quattro tipi psicologici sono a loro volta suddivise tra persone estroverse e persone introverse. Da cosa dipende l’ estroversione e l’introversione? Dall’educazione ricevuta da bambini? No. Dal carattere della nonna materna? No. Dal segno zodiacale? No (ma questo no lo dico con estrema fatica, lo ammetto perchè secondo me il segno zodiacale ci sta sempre bene). Dipende dall’orientamento dell’energia psichica. Aspetta…fammi finire, lo so che sembro pazza.

Nell’estroversione l’energia psichica è rivolta o attratta verso l’esterno, verso l’oggetto, mentre nell’introversione è diretta o attratta verso il mondo interno, verso il soggetto. Ognuno dei quattro tipi psicologici può quindi essere a sua volta estroverso o introverso, ed avremo quindi un totale di otto tipi psicologici.

Tutto questo si riferisce al modo con cui si impiega l’energia psichica interiormente e non ha nulla a che vedere con la persona, ossia con la facciata, con il carattere che mostra. In altre parole, se  un individuo appare esteriormente come chiuso, timido, riservato, non significa  che sia per forza un introverso.

Cosa c’entra tutto questo con i sogni?

Conoscere le funzioni della coscienza e le tipologie psicologiche è fondamentale per analizzare i sogni, in quanto le dinamiche tra funzioni consce dominanti e funzioni ancora inconsce o non ben differenziate  vengono spesso rappresentate nelle immagini oniriche e conoscerle ci aiuta quindi a tradurre facilmente un simbolo.

L’inconscio, questo sconosciuto

L’inconscio rappresenta la totalità dei contenuti psichici che non sono coscienti, ossia riferibili all’Io. Si tratta tuttavia di contenuti che sono in grado di raggiungere il livello della coscienza attraverso modalità diverse. Una di questa modalità è il sogno. Si tratta proprio dello strumento più usato dall’inconscio per parlarci. I sogni pur provenendo dall’inconscio raggiungono la coscienza e per questo si possono  poi ricordare e raccontare e per questo i loro contenuti hanno un  rapporto con la vita cosciente. I sogni  sono quindi un ponte che mette in comunicazione le due sfere fondamentali della  nostra psiche: il conscio e l’inconscio. 

Nel comprendere il complesso meccanismo della psiche i sogni rappresentano quindi uno strumento importantissimo. Saperli interpretare è fondamentale e conoscere il tipo psichico che appartiene al sognatore è altrettanto importante perché ci aiuta a tradurre i complessi e talvolta bizzarri simboli che interpretano le parti dominanti o in difetto.

Tornando alla domanda che ho fatto a metà articolo. Vi siete mai sentiti dire “sei una bella persona”? Io si, sicuramente anche voi, e so che chi lo ha detto voleva certamente fare un complimento profondo ma detta cosi, ora lo abbiamo capito, non lo è affatto. Si tratta di una lusinga che riguarda la sola facciata, l’apparenza, la maschera che mettiamo. Se volete davvero fare un complimento a qualcuno, datemi retta, dite “oltre che una bella coscienza secondo me hai anche un bell’inconscio”. Poi mi saprete dire se ha funzionato.

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