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Encanto

“Non si nomina Bruno”: la musica di Encanto è la numero 1

La colonna sonora che arricchisce l'ultimo film d'animazione della Disney.

Encanto: la nuova gemma della Disney

Lo scorso 24 Novembre un nuovo film di Walt Disney Pictures e Walt Disney Animation Studios è approdato sul grande schermo: Encanto ha subito conquistato i fan del cinema d’animazione, con conseguente incasso di oltre 193 milioni di dollari in tutto il mondo. Un mese dopo, esattamente il 24 Dicembre, il lungometraggio è stato distribuito sulla piattaforma streaming di Disney+.

Diretto da Byron Howard, Jared Bush e Charise Castro Smith, esso narra la vicenda di una grande e magica famiglia colombiana, i Madrigal. La giovane protagonista, Mirabel, dovrà salvare la magia affrontando qualcosa che va ben oltre le solite peripezie: screzi e incomprensioni con i suoi familiari metteranno a rischio l’incolumità della loro amata casa.

Encanto
Mirabel

Al di là dell’accoglienza dell’opera cinematografica in sé, mi preme sottolineare l’elemento che – forse ancor più della trama – ha catturato l’attenzione del pubblico. Proprio come ho fatto i giorni scorsi per la soundtrack di Diabolik, vorrei soffermarmi sull’aspetto musicale dell’opera. Encanto offre allo spettatore una ricchissima rosa di tracce che compongono la sua colonna sonora.

Come da tradizione, i brani originariamente in inglese sono stati riadattati in lingua italiana; le voci dei nostri doppiatori sono riuscite a rendere giustizia alle canzoni originali, con nuovi testi che non ne hanno in alcun modo snaturato il significato. È proprio su questo che voglio porre l’attenzione: la colonna sonora di Encanto ha davvero arricchito la struttura narrativa del film, donando all’opera un pizzico di magia in più.

Non si nomina Bruno

Tra tutti c’è un brano che ha letteralmente stregato i fan. “Non si nomina Bruno” (“We don’t talk about Bruno”) è una traccia importantissima per la storia di Encanto, in quanto aggiunge un tassello fondamentale alla narrazione.
Ma chi è Bruno?
Ogni famiglia che si rispetti ha la cosiddetta “pecora nera” che, per un motivo o per un altro, guadagna una sorta di sfiducia da parte dei parenti. Già dai primi minuti viene accennata l’esistenza di un certo Bruno, zio di Mirabel, sparito per qualche misterioso motivo. Nessuno osa pronunciare il suo nome o parlare di lui. Il titolo, dunque, non poteva essere più esplicativo di così.

Encanto
La porta magica di Bruno

Sulle note di un ritmo latino americano, le voci dell’intero cast principale racconta la storia di Bruno e del rapporto con la famiglia Madrigal. Tutta la colonna sonora, a dire il vero, appartiene alla musica latina, eppure questa canzone corale ha fatto davvero centro, più di tutte le altre, in italiano ma anche e soprattutto in lingua originale, essendo la versione più diffusa. L’account Twitter di Disney Animation Promos, infatti, ha segnalato “We don’t talk about Bruno” al primo posto in classifica negli Stati Uniti.

Tweet di Disney Animation Promos

Rispetto ai brani Disney a cui siamo abituati, prendendo in considerazione anche quelli più recenti, Encanto offre una straordinaria complessità, indice di un enorme lavoro negli studi di registrazione. Armonizzazioni e seconde/terze voci unite con maestria sono solo alcuni degli elementi che fanno brillare la canzone di Lin-Manuel Miranda, songwriter che, in questa occasione, ha lavorato insieme alla compositrice Germain Franco. La melodia coinvolgente riesce persino a invogliare lo spettatore a muoversi insieme ai personaggi che – ricordiamolo – danzano durante ogni momento musicale.

Vorrei sottolineare un particolare da non sottovalutare: essendo i doppiatori originali sudamericani, ed essendo un tratto distintivo della Disney quello di farli anche cantare, l’evidente accento latino americano restituisce estrema credibilità ai personaggi.
La versione italiana da un lato perde questo tratto caratterizzante ma, al tempo stesso, parliamo di un’esibizione impeccabile ed estremamente piacevole. “Non si nomina Bruno” è disponibile su Spotify insieme all’intera colonna sonora.

Encanto rompe gli schemi

Chiaramente “Non si nomina Bruno” non è l’unica gemma preziosa di Encanto. Tra le numerose tracce ne possiamo trovare una che è davvero rivoluzionaria sotto vari punti di vista. Quante volte la Disney ha riservato la componente musicale a voci femminili dolci e soavi? Qui arriva la svolta di cui avevamo bisogno. “La pressione sale” (“Surface Prssure”) è tra le tracce più ascoltate su Spotify insieme a “Non si nomina Bruno”.

In Italia la pungente voce di Alessia Amendola è anche quella di Luisa, sorella di Mirabel. Ella è una ragazza altissima e muscolosa e, infatti, a lei è stato donato il potere della super-forza. La canzone cantata da Amendola è letteralmente cucita addosso al personaggio: estremamente ritmata, con le percussioni che richiamano i potenti colpi di Luisa.

Encanto
Luisa

Questa è una vera novità per il repertorio Disney. Non c’è sempre spazio per melodie dolci in stile Frozen né per voci angeliche come quella di Elsa, e i fan su Twitter sono d’accordo. Il pubblico è felice di vedere che, per una volta, i personaggi – specialmente quelli femminili – non rispecchiano quegli stereotipi che, molto spesso, la stessa Disney ha contribuito a diffondere per anni. Anche le voci, sia quella originale di Jessica Darrow sia quella di Alessia Amendola, rompono quegli schemi che ormai da tempo – giustamente – ci stanno stretti. Come per “Non si nomina Bruno”, vi lascio la versione italiana che merita tanto quanto quella inglese.

L’intera colonna sonora è da considerarsi fuori dal comune perché è proprio Encanto ad esserlo. Non c’è romance, non ci sono principesse, non ci sono nemmeno lunghi viaggi con una serie di peripezie. È la prima volta in cui un’intera vicenda si svolge in un unico luogo e narra una storia che ad un occhio disattento può sembrare “statica” ma che, in realtà, riesce a raccontare molto più di quanto si possa immaginare. La componente musicale riesce a stare al passo, rendendo l’opera un prodotto coeso in cui le arti si uniscono con armonia. Encanto è quel film di cui il pubblico aveva bisogno senza saperlo: la Disney ha fatto centro.

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