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Generazione Z sotto i raggi X

La generazione Z passata ai raggi X: i nati nel 21 Secolo

Un confronto per capire come siano cambiate le relazioni familiari nei nostri anni '20

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Il periodo in cui i pre nativi convivono con i digital innates

Voglio parlare quest’oggi della Generazione Z, riflettendo su come l’avvento di internet sia stato una delle più grandi evoluzioni antropologiche nella storia dell’umanità. Quello che stiamo vivendo verrà sicuramente ricordato come un periodo storico unico e irripetibile. In questo secolo esatto convivono le quattro generazioni che hanno da prima creato la digitalizzazione e, riferendosi all’ultima in particolare, ci sono nati dentro avendola come concetto innato da quando muovono i primi passi.


Prima ancora di studiare i rapporti famigliari differenti tra la generazione z e le altre che vivono la digitalizzazione da punti di vista differenti, dobbiamo quindi catalogarle attraverso i nomi con cui tutti le abbiamo sentite nominare almeno una volta.

Facciamo chiarezza sulla terminologia

baby boomer
Baby boomers

Rappresentando circa il 24% della nostra popolazione, sono tutti i nati tra il 1946 ed il 1964. Cresciuti in un mondo analogico dimostrano difficoltà nell’adattarsi totalmente al nuovo ambiente digitale. Passano la maggior parte del tempo su apparecchi cellulari o davanti alla televisione. Poiché la loro capacità economica è mediamente buona possono permettersi di vivere a pieno la vita senza dover ricorrere, necessariamente, ad un mondo parallelo.

Generazione X
Generazione X

Appartengono a questa categoria tutti i nati tra il 1965 ed il 1979 andando a coprire circa il 24% della nostra popolazione. Sono definiti Digital Adopters poiché, seppur nati in un mondo analogico, hanno da subito abbracciato l’innovazione digitale. Ad ora sono i maggiori utilizzatori dei computer e vedono ancora nella mail il maggior mezzo di comunicazione, soprattutto professionale.

Millennials
Millennials

Tutte le persone nate tra il 1980 ed il 1994 (rappresentando il 17% della popolazione italiana) appartengono a questa categoria definita come quella dei nativi digitali. Sono cresciuti insieme alla digitalizzazione e ne hanno potuto cogliere l’immensa accelerazione. Fidatevi di uno di loro quando vi dicono che la grafica della supernintendo non era proprio simile a quella di GTA. Vivono intorno alla parola condivisione: dalle auto alle macchine, passando per i cuccioli e le cene romantiche. Non c’è nulla che a noi della generazione ottanta non piaccia condividere con il resto del mondo.

Generazione Z
Generazione Z

Rappresentano il 15% della popolazione, sono tra noi, tutti nati tra il 1995 ed il 2010 e sono definiti digital innates. Sono nati dentro la digitalizzazione e non conoscono un mondo analogico. Sono di netto la generazione più aperta ed interconnessa nella storia dell’umanità: utilizzano regolarmente la realtà aumentata, sperimentano social networks sempre più innovativi vedendo facebook come un social da vecchi.

I diversi approcci tra le generazioni

Lo spostamento parziale della vita di tutti noi in un universo digitale, e tutto quello che questo porta con se, hanno cambiato drasticamente i rapporti interpersonali a partire dalla sfera famigliare: ma non solo! Siccome tante piccole rivoluzioni nella rivoluzione sono accadute nel giro di pochi anni l’una dall’altra, l’essere nati cinque anni prima o cinque anni dopo, può aver cambiato tantissimo la percezione ed il giudizio critico che ognuno di noi può maturare sulla realtà che lo circonda.

Il rapporto tra figli millennials e genitori baby boomers perde sul web quel distacco temporale che ha nel mondo reale. Alla fine entrambi siamo generazioni non ancora nate nella totale digitalizzazione: noi millenials siamo una sorta di fratelli maggiori per i nostri genitori stessi. Vediamo la loro goffaggine sul web come qualcosa di divertente e, in fin dei conti dolce.

Generazione Z lontana da tutti

Il fratello minore della famiglia è in un mondo tutto suo: siamo lontani dalla sua famigliarità con la rete. Avete mai visto un bambino di 10 anni con l’ipad? Non serve spiegare altro. Non vogliono parlare con noi, si limitano a compatirci e, probabilmente, hanno ragione loro. Sono di netto la generazione più libera ed aperta mentalmente di tutte, potrebbero insegnarci il rispetto umano, la pace e la globalizzazione vera: quella dei popoli e non dei mercati.
Con noi millennials lo scontro è chiaramente più acceso che con i genitori: entrambi puntiamo al predominio sul web: loro partono decisamente avvantaggiati.

Fonti diverse di approfondimento

Sebbene si resta sempre vicini alla famiglia quando si cercano, ad esempio, consigli di carattere economico, la generazione Z è molto concentrata a farsi un opinione ricercando e scrutando continuamente quelli che vengono definiti gli opinion leader. Molto spesso il modo di porsi di ogni persona rispecchia i caratteri del suo opinion leader di riferimento.

Ma quali tratti deve avere un opinion leader? Per la stragrande maggioranza degli innates un vero leader è gentile e per nulla dominante. Mostra tratti di bontà ma anche una grande capacità decisionale e un senso profondo di libertà innato. Ricordiamoci che il web ci mette costantemente davanti alla violenza verbale (come qui) e dei modi, insieme a continui meccanismi di vendita che fanno leva sulle nostre debolezze. Ognuno di noi vive continuamente questa situazione di malessere e indecisione. Siamo tutti alla ricerca di informazioni vere ed affidabili, ma la diversa età ed esperienza maturata in rete mostrano decisamente diversi approcci al problema.

Giovanissimi pessimisti, ma prodigati verso il volontariato

Io non so dirvi di chi sia la colpa di aver lasciato ai giovanissimi il mondo che stanno vivendo. Minacce di catastrofi climatiche, epidemie diffuse, guerre che oramai diventano lunghe ed inutili, Beautiful che ancora non finisce… rimango, per questi motivi, ancora più affascinato da come i ragazzini siano sempre più prodigati verso il volontariato e l’azione sociale. Quasi avessero percepito, ancor prima che qualcuno glielo dicesse chiaramente, che saranno da soli in questo mondo al collasso e, se vorranno sopravvivere, devono già da ora mettersi in marcia. Nonostante il menefreghismo totale intorno a loro.

Il nostro menefreghismo.

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