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Musica
Caparezza Exuvia

La muta di Caparezza per il suo ‘Exuvia’ in tour nel 2022

Un'introspezione molto più accentuata rispetto ai precedenti lavori

Caparezza Exuvia

Antologia d’una residuale mutante: l’esuvia

Denso, pregnante, ricco di citazioni letterarie, filosofiche, cinematografiche e pop. Con un tour teatrale di 13 date Michele Salvemini (ovvero Caparezza) tornerà ad allietarci dal vivo per presentare il suo ultimo disco, ‘Exuvia‘. Il decimo studio album del rapper pugliese si rivela già nel titolo: esuvia, nel linguaggio della biologia, indica l’esoscheletro residuale, ciò che rimane dopo la muta di un crostaceo, un insetto, un rettile o un aracnide.

E il tema della mutazione è il fulcro principale del cd, assieme a un’introspezione molto più accentuata rispetto ai lavori precedenti, più concentrati su argomenti sociali: già dalla prima canzone, ‘Canthology‘, abbiamo una summa del suo lavoro di songwriter – ritornano le figure di Filippo Argenti, Van Gogh, fino al passo in cui canta “Ho capito che il secondo album era più facile dell’ottavo” – come dimenticare infatti il periodo in cui rappava “il secondo album è sempre più difficile/nella carriera di un artista”?

C’è sempre l’ombra di un dubbio, in ‘Exuvia‘, presente già dai primissimi minuti di ascolto: continuare a creare, oppure smetterla? ‘Canthology’ si conclude con un inno inglese che in italiano si potrebbe tradurre così: “le cose sono sparpagliate ovunque, nessuno sembra curarsene, cercando di andare da qualche parte, andar via, andar via, andar via…”. Insomma: continuare a creare oppure no?

Geoglifo Caparezza Exuvia
Geoglifo del Ragno nella città di Nazca

Por el sendero del dolor Y la alegria

Domanda cruciale, dolente, che pone l’artista inizialmente in fuga: le tracce 2, 3 e 4 (Fugadà, Una Voce e El Sendero) ci trasportano all’interno di un viaggio fatto di smarrimenti e di riprese, labirinto entro cui l’arte si configura come unico strumento di orientamento. Emblematiche le parole di El Sendero:

“Arte mi devi guidare, fa’ uno sforzo/ Di’ a natura di vegliare il mio percorso/ Dalla borsa tiro fuori un grande corno/Per soffiare via il mio panico dal corpo/ Col coraggio in tasca la mia vita passa/ Camminando e basta, lascio la mia traccia/ Capirà soltanto chi vedrà dall’alto/ Tipo ragno a Nazca”.

E il ragno di Nazca, città del sud del Perù, è uno dei più famosi geoglifi databili fra il 300 a.C. ed il 500 d.C.

Recentemente si è scoperto che le famose linee tracciate nel deserto erano un efficientissimo sistema di irrigazione, capace di trasformare l’aridissima zona in un vero e proprio giardino. Arsura che ritroveremo nella canzone successiva: ‘Campione dei novanta‘ tratta dell’ultimo decennio dello scorso secolo, i suoi spietati meccanismi di produzione artistica, entro cui lo stesso Caparezza era rimasto invischiato, fino ad arrivare agli ‘anni zero’, alla sua piena maturazione e indipendenza musicale.

Caparezza Exuvia

Natura e Contronatura: Panta Rei

Dopo ‘Campione dei novanta‘, la SkitLa Matrigna‘ ci trasporta a Recanati, al Leopardi delle Operette Morali, alla sofferenza del ‘Dialogo della natura con un islandese’, fino ad arrivare a ‘Contronatura‘, una vera e propria chicca dell’album, anche per il cantato particolarmente basso e grave, anti-nasalità tipica del Capa. In ‘Eterno Paradosso‘ scivoliamo dentro la fase clou del tormento creativo: “non ho più niente da dire ma voglio dirlo lo stesso”. E poi continua: “Lascio l’abisso alle mie spalle vago nel Panta Rei”.

Tutto fluisce e si trasforma. Nella spontaneità, nella mutazione e nella forzatura, talvolta. Ma è con il singolo ‘La Scelta’ che Caparezza risolve la questione ‘continuare a fare musica, o ritirarsi a vita privata’: “io sarò immortale/la mia amata no”. Michele si risolve a proseguire nell’arte: “art is better than life”, ci ricorda in ‘Eyes Wide Shut’. E nella track precedente, ‘Azzera Pace‘, si riprende le sue libertà eretiche: “tu dammi un consiglio che farò il contrario/gettare scompiglio, m’offro volontario”.

La Puglia come Pripyat

Dalla track 13 ritornano i temi sociali: Caparezza nella bellissima canzone ‘Come Pripyat‘ ci descrive un Sud Italia paralizzato, mutato (in peggio) dal Covid, fino a sfiorare le soglie dell’orrore della città di Pripyat, in Ucraina, dove in seguito all’esplosione nucleare sono stati ritrovati e filmati animali con perturbanti malformazioni. Pripyat adesso è diventata una meta di un turismo in ascesa: il turismo dell’orrore.

Gli edifici distrutti, gli interni abbandonati, l’inquietante fauna e il disastro trascorso, lasciato intatto, offrono un paesaggio unico, nella sua desolante tristezza. Ci si domanda allora, dove e se è possibile ritrovare un po’ di meraviglia, nella canzone successiva ‘Il mondo dopo Lewis Caroll’. E continua in ‘Pi Esse‘: “Qui si muore più di razionalità che di peste/Ed il coniglio bianco fa l’ultimo miglio stanco/Sempre più distratto/ Come un alunno all’ultimo banco/Sembra in affanno, molto mogio vaga tra la gente/Dalla tasca prende un orologio che non ha lancette”. Una società che ha perso tempo e ritmo è lo scenario di ‘Zeit!‘, la track 17.

Io matura, io l’acerba, ma tu chiamami… La Certa

In ‘La Certa‘, diciottesima canzone del disco, notiamo un’affinità sonora nel titolo con ‘Lacerba‘, rivista letteraria fondata da Soffici e Papini nel 1913.

Noi siamo inclini a stimare il bozzetto più della composizione, il frammento più della statua, l’aforisma più del trattato, il genio mancato e disgraziato ai grand’uomini olimpici e perfetti venerati dai professori.

Dalla Tesi assiomatica di ‘Lacerba’

E Caparezza conclude con un essù, via! Andiamo, camminiamo, cantiamo (viene in mente l'”andare camminare lavorare” di Piero Ciampi); un lasciarsi che diventa oblio di sé dentro i confini (rituali) del fare:

“Sottoposto al rituale, obbedisco/Come fosse il rituale di un sottoposto/ E comincio a cantare il mio nuovo disco/ Come queste cicale dal sottobosco/ Fuori di me, exuvia”.

Le date e i luoghi del tour

Caparezza Exuvia tour
Il Tour

– 19 febbraio Pala Invent – Jesolo (VE)
– 23 febbraio Grana Padano Arena – Mantova
– 25 febbraio Nelson Mandela Forum – Firenze
– 26 febbraio Modigliani Forum – Livorno
– 04 marzo Vitrifrigo Arena – Pesaro
– 05 marzo Unipol Arena – Bologna
– 11 marzo Palazzo dello Sport – Roma
– 14 marzo Pala Prometeo – Ancona
– 16 marzo Palapartenope – Napoli
– 18 marzo Pala Florio – Bari
– 21 marzo Pala Catania – Catania
– 25 marzo Mediolanum Forum – Milano
– 29 marzo Pala Alpitour – Torino

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